Alessandro Alfieri in visita negli ospedali del Varesotto

Il segretario lombardo del PD vuole toccare con mano gli effetti della Riforma approvata 18 mesi fa. Soprattutto capire cosa stia alla base dei tanti comitati nati in questi mesi

alessandro alfieri ospedale angera

Si parte da Saronno, poi Cuasso, Angera, Varese, Cittiglio, Gallarate, Busto Arsizio, Somma Lombardo, Luino per finire a Tradate.
Sono le tappe del tour che il segretario lombardo del PD Alessandro Alfieri farà negli ospedali del Varesotto per “toccare con mano” come è cambiata la sanità a diciotto mesi dall’approvazione della Riforma della Sanità

« Come opposizione avevamo avanzato oltre 10.000 emendamenti per migliorare quella riforma. Su una cosa, però, eravamo d’accordo: potenziare il collegamento tra ospedale e territorio e spostare l’asse dalla cura al prendersi cura. A distanza di un anno e mezzo cosa si è fatto? Voglio capire bene, informarmi, domendare ai diretti interessati per poi presentare una relazione all’assessore al welfare Gallera. La sensazione è che, ancora oggi, quando si esce dall’ospedale non si ha alcuna tutela, non si è accompagnati e ognuno deve arrangiarsi a trovare la propria soluzione. Insomma, quel coordinamento non esiste».

La nascita dei tanti comitati a difesa degli ospedali, invece, sempre secondo Alfieri, sta a dimostrare che si stia sguarnendo il territorio con scelte e decisioni poco chiare: « Ci sono due questioni spinose: il personale di cui si discute all’interno dei POAS ( i piani organizzativi delle singole aziende ospedaliere in approvazione in Regione) e le specialità che andranno a definire la vocazione di ogni singolo presidio. È chiaro che non serve duplicare i reparti ma i bandi per l’assunzione di personale devono prospettare dinamiche lavorative nuove, sviluppate su un modello di rete dove non esiste un’unica sede ma un’organizzazione articolata. È chiaro che lo specialista è meno incentivato ad andare su un presidio piccolo, ma se entra in una squadra chiamata a lavorare su tutti quelli aziendali, quell’obiezione si supera».

Dopo la prima fase di visite agli ospedali, Alfieri passerà a conoscere l’offerta territoriale: « La regia del modello è stato affidato alle direzioni delle ASST per cui occorre partire da lì. Poi, però, ho già incontrato il direttore generale dell’ATS Insubria Paola Lattuada che sta coordinando l’intera trasformazione: la ricerca successiva si focalizzerà sui diversi potenziamenti dei presidi territoriali ».

Da questa indagine, Alfieri è convinto che trarrà indicazioni precise che trasformerà in proposte per modificare l’attuale legge sanitaria: « Ho già presentato la proposta di legge per modificare la suddivisione territoriale di distretti e azienda socio sanitarie: ho chiesto che l’Onduli di Angera possa rientrare sotto la direzione dell’ASST Sette Laghi, riunendosi con il territorio del distretto di Sesto e creando un’area ospedaliera del Lago Maggiore».

La prima tappa sarà a Saronno: « Voglio mandare un segnale di vicinanza e stima a tutti quegli operatori professionali ed eccellenti che sono stati ingiustamente travolti da uno scandalo che riguarda solo due persone ben definite e che sono sotto indagine. Chiedo che si faccia massima luce sulla vicenda, vengano evidenziate, se ci sono, tutte le responsabilità collegate ma, una volta chiarita l’intera storia, l’ospedale torni ad avere quel rispetto che i lavoratori meritano e che si sono conquistati in anni di lavoro».

L’appuntamento, dunque è per il 3 febbraio a Saronno. Si procederà poi il 10 febbraio a Cuasso al Monte, l’11 febbraio ad Angera, il 20 febbraio a Varese, il 25 febbraio a Cittiglio, il 27 febbraio a Gallarate e a Busto Arsizio, il 10 marzo a Somma Lombardo, l’11 marzo a Luino e il 13 marzo a Tradate.

Sui problemi che la riforma ha creato nei piccoli ospedali si è espresso anche il Presidente del Consiglio regionale Raffaele Cattaneo

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Pubblicato il 26 gennaio 2017
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