Alptransit, anche i Comuni piemontesi bussano alla porta di RFI

Come sulla sponda lombarda, preoccupazione per l'aumento del traffico sulla ferrovia, che ormai da alcuni anni è stata limitata alla funzione merci

Alptransit, Laveno Mombello: il sottopasso
Il palazzo deve essere abbattuto. All'interno vivono 15 famiglie

Sulla sponda piemontese del Ticino si discute dell’arrivo dell’Alptransit. O meglio: delle ripercussioni che avrà sulla storica linea Novara-Oleggio-Varallo-Sesto Calende, quella che poi in sponda lombarda prosegue fino a Laveno Mombello (nella foto) e di qui a Luino e al valico di Pino. Una linea che già oggi è dedicata soprattutto alle merci
«Il progetto non è conosciuto dai Comuni nè dai cittadini», lamenta il presidente della Provincia di Novara (e sindaco di Castelletto, uno dei Comuni interessati) Matteo Besozzi, all’indomani dell’incontro tra Regione, RFI-FS e i sindaci di Castelletto Ticino, Varallo Pombia, Pombia, Marano, Oleggio, Bellinzago e Cameri.

«Abbiamo ottenuto da RFI la disponibilità ad effettuare incontri con le amministrazioni comunali coinvolte. Nel tratto da Castelletto a Marano, dove i lavori di ammodernamento sono già partiti, abbiamo poi concordato di effettuare un sopralluogo congiunto per valutare i danni alle strade derivanti dal transito dei camion e il ripristino della situazione originaria. Stessa cosa avverrà poi per il lotto successivo quando i lavori proseguiranno» spiega ancora Besozzi, che in passato ha già espresso critiche molto accese sulla questione (in paese denunciano persino «crepe alle case e ai ponti», stando a notizie non verificate di qualche mese fa).

Tra gli elementi che stanno più a cuore c’è – come sulla sponda lombarda – la realizzazione di sovrappassi o sottopassi, per migliorare la viabilità ed eliminare i passaggi a livello (presenti soprattutto nella parte “bassa”, meno in quella collinare dove la ferrovia corre in trincea o su ponti e rilevati). C’è poi la questione del rumore, per la preoccupazione sull’aumento del traffico di treni (i sindaci parlano di 90 treni al giorno): «la linea ferroviaria, è stato comunicato da RFI, sarà dotata di nuove tecnologie per minimizzare il rumore, in caso di necessità saranno valutati ulteriori interventi di mitigazione acustica».

La linea Novara-Laveno è oggi dedicata esclusivamente alle merci: il disinteresse per la ferrovia di Regione Piemonte (iniziato con Cota, proseguito con Chiamparino, senza grandi levate di scudi dei Comuni) ha avuto come conseguenza, negli anni, la chiusura al traffico passeggeri di diverse linee.

di roberto.morandi@varesenews.it
Pubblicato il 26 gennaio 2017
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