Anche Gallarate avrebbe bisogno di due “pietre d’inciampo”

Lotte Froelich Mazzucchelli e Clara Pirani Cardosi, gallaratesi, ebree, furono uccise a Meina e ad Auschwitz. La proposta di una installazione per ricordarle

Lotte Froelich Mazzucchelli
Gallarate

Le “pietre d’inciampo” sono installazioni di grande significato ideate dall’artista tedesco Gunter Demnig per ricordare le vittime della Shoah, con una presenza “fisica” sui luoghi che vissero: nei giorni scorsi tre Pietre d’inciampo sono state posizionate a Tradate, a ricordare altrettante vittime ebree del nazismo. Anche Gallarate annovera – tra tante vittime della furia nazifascista – due persone uccise per soli motivi razziali: Lotte Froelich Mazzucchelli e Clara Pirani Cardosi (quest’ultima ricordata da una lapide in via del Popolo).
Riceviamo e pubblichiamo la proposta di Angelo Bruno Protasoni

 

 

Nei prossimi giorni, quando commemoreremo tutte le vittime della follia del razzismo fascista e nazista, noi gallaratesi dovremo anche fermarci un attimo a ricordare in particolare le nostre due concittadine vittime innocenti, LOTTE FROEHLICH MAZZUCCHELLI e CLARA PIRANI CARDOSI: la loro unica colpa era quella d’essere ebree.

Lotte fu arrestata a Meina, dove si era rifugiata tentando di trovare salvezza in Svizzera, e fu uccisa con un colpo alla nuca il 22 settembre 1943. Il suo corpo fu poi gettato nel lago.

[nella foto: una tavola del racconto dedicato dal New York Times alle vittime di Meina]

Clara, moglie del Preside del nostro ginnasio superiore, fu prelevata nella sua abitazione gallaratese una mattina di maggio del 1944 e, dopo la prigionia a San Vittore e la detenzione nel campo di concentramento di Fossoli, fu uccisa in una camera a gas ad Auschwitz nel mese di Agosto.

Le due vittime erano state schedate in base a una legge italiana e identificate da uno “scrupoloso” impiegato comunale.

Clara Pirani Cardosi fu arrestata da uno “zelante” commissario di polizia che abitava al piano di sopra: le loro figlie, bambine, giocavano insieme ogni giorno.

A Gallarate in quel giorno e nei giorni seguenti, molti – troppi sia nel mondo civile che in quello religioso – girarono la testa dall’altra parte.

In molte città si stanno oggi collocando delle “PIETRE D’INCIAMPO” per ricordare le vittime della follia fascista e nazista.

Credo che dovremmo pensarci anche noi, magari insieme alle persone che oggi lavorano e studiano nel nostro Liceo e che, forse, non conoscono quella tragica vicenda che ha toccato la loro scuola e la nostra città.

Angelo Bruno Protasoni

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 20 gennaio 2017
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