Anche il baratto amministrativo fa litigare maggioranza e opposizione

Il 2016 del consiglio comunale si è chiuso con il muro contro muro anche su una delibera che punta ad aiutare chi fa fatica a pagare i tributi comunali

consiglio comunale castellanza
Il nuovo consiglio comunale di Castellanza dopo le elezioni del giugno 2016

La tensione tra giunta e opposizione in consiglio comunale, a Castellanza, non accenna a diminuire e anche una questione che generalmente mette d’accordo tutti, diventa motivo di scontro. D’altra parte l’espulsione dal consiglio comunale di Michele Palazzo, con tanto di intervento delle Forze dell’Ordine nell’ultimo appuntamento del 2016, era bastato da solo a definire l’atmosfera che si respira in consiglio comunale.

Il provvedimento votato dalla maggioranza che sostiene Mirella Cerini – dunque – è stato difeso a spada tratta dall’assessore ai Servizi Sociali Cristina Borroni che ha voluto sottolinearlo con una nota inviata alla stampa per spiegare l’importanza degli effetti che potrebbe produrre.

La situazione economica di grave crisi che sta attraversando l’Italia e il nostro territorio , ha determinato per alcune fasce sociali di cittadini, l’estrema difficoltà e l’impossibilità a pagare tributi locali e affitti anche per gli alloggi di edilizia residenziale pubblica.

Allo stesso tempo, il rispetto delle regole, nel pagamento dei tributi, degli affitti e altro, è fondamentale, dal momento che tali entrate, sostengono la capacità del comune di erogare servizi ai cittadini.
Ci sono però, situazioni particolari in cui i cittadini possono venire a trovarsi: il Baratto offre un’opportunità importante a chi si trova in difficoltà economica, e come istituzione locale, abbiamo il dovere di offrire a chi si trova in difficoltà tutte le attenzioni possibili, per cercare di ridurre al minimo ulteriori sofferenze.

Il Baratto Amministrativo si ispira ai principi di Amministrazione Condivisa e di Cittadinanza Attiva che sono alla base del nostro programma amministrativo, nel quale tra l’altro scriviamo “il nuovo centro delle azioni politico amministrative sarà il cittadino, favorendo l’integrazione dei più deboli ed emarginati” e più avanti ci proponiamo di “sviluppare politiche di welfare locale basate sulla solidarietà e sussidiarietà” e ancora “cittadino e famiglia sono intesi non solo come beneficiari, ma anche come protagonisti attivi”

Questo strumento rientra tra gli interventi che possono favorire il nascere del cosiddetto Welfare Generativo: cioè la previsione di interventi che hanno come obiettivo la riattivazione delle risorse e delle capacità personali, e quindi non più solo a senso unico o passivizzanti. Non si tratta certo di uno strumento risolutivo di per sé, ma può contribuire a riattivare percorsi, che per diversi motivi sono giunti ad una situazione di stallo.

Queste sono le motivazioni espresse anche durante l’ultimo consiglio comunale che a quanto pare Mino Caputo e Michele Palazzo, consiglieri di minoranza, non hanno ascoltato, perché impegnati a fare ostruzionismo a tutti i costi.

Hanno fatto riferimento a una sentenza della Corte dei Conti dell’Emilia Romagna , interpretandola in modo parziale e strumentale, usandola come argomento contro e prevedendo notti insonni per il gruppo partecipiamo a causa di sicure denunce per danno erariale.

Forse non hanno ben chiaro il nostro metodo di lavoro: prima di approvare e introdurre strumenti, approfondiamo, verifichiamo e ci confrontiamo a lungo. Durante il Consiglio Comunale abbiamo risposto a tutte le obiezioni sollevate, ed è stata anche chiarita la questione legata al parere della corte dei conti, da loro citato, che non considera illegittimo il ricorso al baratto, definendo che non può essere applicato per i debiti pregressi legati alle tasse comunali, ma solo a quelli in atto nell’anno in corso di applicazione.

Diversa è invece la questione legata ai debiti extratributari (multe, affitti case E.R.P …): la possibilità di utilizzo del baratto è stata confermata dal parere contabile della Corte dei Conti, sezione regionale di controllo per la Lombardia (deliberazione 172 del 24.6.2016).
Il regolamento approvato tiene conto dei pareri e delle indicazioni fornite dagli organi competenti ed è per questo che durante il consiglio comunale, dopo avere risposto a tutte le obiezioni sollevate dalle minoranze, lo abbiamo approvato senza esitazione. La richiesta del consigliere Palazzo di rimandare di un mese l’approvazione, dicendo che tanto non c’era alcuna fretta ci ha molto sorpresi.

Il consigliere comunale Mino Caputo, a sua volta, ha voluto precisare perchè ha preso posizione contro questa delibera:

I cittadini in difficoltà stanno aspettando delle risposte e abbiamo il dovere di fornirle nel più breve tempo possibile. Respingiamo inoltre al mittente l’accusa del consigliere Caputo di essere “motivati da pregiudizi sbagliati e inopportuni e di aver voluto dimostrare un’inutile atto di forza”. Avrebbero dovuto entrambi informarsi meglio sulla questione e non fermarsi al primo parere trovato, interpretandolo a loro piacimento, dimostrando così di essere un’opposizione povera di contenuti, ma ricca di desiderio di protagonismo.

In riferimento al Baratto Amministrativo e alle recenti dichiarazioni rilasciate ai media, rivolgo  all’Amministrazione alcuni suggerimenti:
–         di essere fedeli alle dinamiche dei fatti:
non è vero che siano mancate delle proposte, oltre ad alcuni suggerimenti e considerazioni maturati durante il dibattito in Consiglio Comunale, sono stati anche presentati degli emendamenti.
–         di riportare correttamente i contenuti della Controparte:
non è stato detto che attivando il baratto amministrativo l’Amministrazione genera un danno erariale, si è fatto presente che la Corte dei Conti dell’Emilia Romagna lo ritiene illegittimo e per questo si è chiesto di rinviare la deliberazione per un approfondimento.
–         di evitare enfatizzazioni fini a se stesse:
Il baratto amministrativo non risolve il problema degli insoluti, a detta della stessa Amministrazione potranno aderire solo tre o quattro Persone, non si capisce quindi come il Sindaco possa dichiarare di confidare in un’alta adesione all’iniziativa.
–         di attenuare le tensioni risparmiando inutili invettive:
perché accusare di protagonismo chi sta sostenendo con determinazione il proprio convincimento?
–         di rinunciare sterili giustificazioni:
le denunce dell’operato della precedente Amministrazione non servono, il giudizio è stato espresso dal responso elettorale, ora i Cittadini vogliono risposte.
–         di rispondere con pertinenza alle sollecitazioni:
se si viene sollecitati ad un dialogo con le Opposizioni, in quanto Rappresentanti dei Cittadini, si deve provvedere con una risposta  di merito.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 02 gennaio 2017
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