Arcisate – Stabio, la galleria è aperta, la fine dei lavori è più vicina

Alle 12.45 come da programma un grande mezzo ha abbattuto gli ultimi metri cubi di terra che chiudevano la galleria del San Bernardino, a Induno Olona

Induno Olona   - abbattimento diaframma

Il diaframma è caduto, l’ottimismo cresce e anche il “Tapiro d’oro” che Striscia la Notizia ha consegnato al ministro Graziano Delrio non ha guastato l’umore delle tante autorità intervenute, per quella che lo stesso Delrio ha definito «una bella festa di paese».

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Induno Olona - abbattimento diaframma 4 di 13

Alle 12.45 come da programma un grande mezzo ha abbattuto gli ultimi metri cubi di terra che chiudevano la galleria del San Bernardino, a Induno Olona, di fronte a una gran folla di giornalisti e alla presenza di tutte le autorità, da Roberto Maroni al presidente della Provincia Gunnar Vincenzi ai sindaci della Valceresio, Marco Cavallin in testa, a rappresentare la comunità che più di ogni altra ha patito i disagi di questa grande opera.

Cittadini che sono stati più volte ricordati e ringraziati, insieme alle maestranze che in questo ultimo anno hanno lavorato senza risparmiarsi per rispettare il cronoprogramma. «L’abbattimento del diaframma ha un grande valore simbolico, è un segnale concreto dell’impegno che tutti i soggetti impegnati in questa sfida stanno mettendo in campo e che proseguirà senza interruzioni fino al completamento dell’opera – ha detto il direttore generale di Rfi Maurizio Gentile – Più di 200 lavoratori sono impegnati notte e giorno e se necessario incrementeremo il numero per arrivare in tempo. Questo è il nostro modo di affrontare i lavori».

Ad aprire gli interventi delle autorità il sindaco di Induno Olona, che ha ringraziato innanzitutto i suoi concittadini, ma anche il ministro Delrio «che ha mantenuto le promesse fatte nel 2015 e ha smosso questo gigante che oggi corre come una gazzella verso la conclusione. Solo un anno fa c’era tanta diffidenza, che si è piano piano trasformata in stupore e oggi possiamo dire in entusiasmo».

Il presidente della Provincia di Varese Gunnar Vincenzi ha voluto rimarcare il clima di collaborazione e confronto che ha caratterizzato l’ultimo anno: «Più di 40 incontri con Rfi, l’impresa, la Regione e gli amministratori locali per monitorare e perfezionare il procedere dei lavori – ha detto – Questo passaggio è stato importante, così come l’impegno corale di tutte le istituzioni”.

Anche Roberto Maroni ha ringraziato il ministro Delrio e il Governo per lo sforzo e la determinazione nel volere la conclusione di quest’opera: «Non è di nostra competenza ma è importantissima per la Lombardia e si inserisce nell’impegno che verrà messo in campo a livello regionale dopo la firma del Patto per la Lombardia che ci permetterà di investire 11 miliardi nelle infrastrutture, dove l’attenzione alla mobilità sarà prioritaria».

A concludere gli interventi delle autorità il Ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture, che ha spiegato come la Arcisate-Stabio si inserisca in quella che può definirsi “la cura del ferro“: «Una sfida che abbiamo lanciato per sostituire progressivamente il trasporto su gomma di persone e merci con quello su ferrovia, scelta strategica e non inquinante. Noi ci crediamo molto e siamo convinti che anche in Italia sia possibile liberare le strade dal traffico e avere infrastrutture ferroviarie moderne”.

Una sfida che anche i vicini svizzeri oggi guardano con altri occhi: «Nel 2015 vedevo i colleghi svizzeri sorridere con un certo scetticismo – ha concluso Graziano Delrio – Oggi le cose sono cambiate, la collaborazione è ottima e l’ultima volta che ho incontrato la collega svizzera Doris Leuthard a Roma, mi ha detto che siamo diventati precisi… come svizzeri».

di mariangela.gerletti@varesenews.it
Pubblicato il 30 gennaio 2017
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Commenti

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  1. Scritto da theowl

    Apprendo con piacere che i lavori della linea ferroviaria Arcisate – Stabio procedono celermente e si ipotizza l’apertura della stessa per il 17/12/2017.
    Intanto i treni della linea S5 – Varese/Treviglio continuano ad avere ritardi quotidiani, ma sono sicuro che direttori di trenord, sindaci e rappresentanti di provincia e regione sono alacremente al lavoro per risolvere la situazione.
    Ho letto che governanti italiani e svizzeri sono molto felici di annunciare che il servizio ferroviario sarà sempre più un punto di forza per fare delle Alpi la cerniera che collega l’Italia al resto d’Europa, non più una barriera.
    Mi rimane un dubbio.
    Una volta aperta la Arcisate/Stabio e potenziata la linea per Luino i treni dovranno transitare per Gallarate, tra Gallarate e Rho sussistono ad oggi solo due binari. Dunque maggior traffico sui soliti due binari del cui necessario raddoppio i pendolari, ma a quanto pare solo loro, parlano da trent’anni.
    Ricordo che tra due punti passano infinite linee per cui nessuno obbliga i due nuovi binari a giacere di fianco agli attuali.
    In assenza di tale infrastruttura chi farà le spese di questo maggior traffico? La linea S5?
    Sicuramente direttori di trenord, sindaci, rappresentanti di provincia e regione e felici governanti italiani (agli svizzeri non penso interessi molto) sono alacremente al lavoro anche per evitare questo problema.
    …..oppure no?
    D’altronde 11 miliardi di fondi ci sono.
    In attesa di risposta continuerò a prendere il treno (spesso in ritardo) come faccio da più di trent’anni.

  2. Scritto da Felice

    Dopo anni di ritardi, blocchi dei cantieri ed aumento vertiginoso dei costi questi si permettono pure di esultare e farsi belli perché hanno finito una galleria.
    Un pò di umiltà ed ali bassi non nuocerebbero a partire da Maroni.