Azione di responsabilità Amsc, la Corte dei Conti non darà parere

Inamissibile la richiesta di parere che era stata inoltrata a dicembre: si procederà con il parere pro veritate, l'incarico è stato dato a metà gennaio

amsc ammanco
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La Corte dei Conti, interpellata a inizio dicembre dal sindaco di Gallarate, non si esprimerà sulla azione di responsabilità verso gli ex amministratori di Amsc: la Corte ha rigettato la richiesta di parere consultivo perchè la questione è già all’esame della magistratura ordinaria. E a questo punto si procede con il parere pro veritate, nel frattempo avviato a metà gennaio.

L’azione di responsabilità è stata avviata dall’amministrazione Guenzani, che ha chiamato in causa diversi ex amministratori dell’Amsc, partecipata al 99% dal Comune, nell’era in cui grande timoniere era Nino Caianiello: per questo la vicenda è delicata e rimane al centro del dibattito politico, anche interno della maggioranza di centrodestra, con Forza Italia che chiede un passo indietro e che ha più volte sollecitato il sindaco. A novembre si era discusso in consiglio comunale della doppia opzione di valutazione dell’azione di responsabilità: la maggioranza si era mossa per chiedere un parere legale pro veritate, mentre il Pd aveva chiesto di chiedere appunto anche il parere della Corte dei Conti. Alla fine lo stesso sindaco Cassani aveva scelto di venire incontro alla richiesta, chiedendo anche alla magistratura contabile il parere: un passaggio non privo anche di una piccola dose di polemica, viso che il sindaco specificò che la richiesta di parere era orientata anche «a valutare se tale Corte non sarebbe dovuta essere coinvolta o interpellata dalla precedente amministrazione», quando avviò l’azione di responsabilità.

La Corte ricorda la piena legittimità della richiesta di parere indipendente da parte degli enti locali, ma poi chiarisce che il limite della funzione consultiva stabilita per legge “esclude che la funzione consultiva possa interferire in concreto con competenze di altri organi giurisdizionali, ovvero con altre competenze della stessa Corte dei Conti”. In sostanza: essendo già avviato l’esame dell’azione di responsabilità da parte del tribunale competente, la magistratura contabile non può sovrapporsi. “La richiesta di parere, per come formulata, deve essere dichiarata oggettivamente inammissibile […] restando assorbita ogni altra valutazione”.

Infine, il Comune aveva anche chiesto se “contestualmente all’avvio dell’azione di responsabilità civile […], l’amministrazione era o meno tenuta all’effettuazione di eventuali segnalazioni” alla magistratura contabile. E qui la Corte dei Conti conclude dichiarando inammissibile il parere perchè la richiesta, “oltre a riferirsi a decisioni già assunte e a comportamenti giò tenuti”, ricade nell’ambito di valutazione della stessa Corte dei Conti, che quindi non può esprimersi oggi.

«Avevamo trasmesso la richiesta, quando già dovevo fare i conti con l’irritazione del Pd sulla questione» commenta oggi il sindaco Cassani. «A maggior ragione oggi sarà necessario avere il parere pro veritate. Mi sarebbe piaciuto averlo lo stesso, ma comprendo bene la decisione della Corte dei Conti». Il parere pro veritate è stato deliberato dalla giunta il 16 novembre 2016 e avviato con determinazione dirigenziale il 18 gennaio scorso: l’incarico, da 36mila euro, è stato affidato all’avvocato Carlo Cerami ed al professore Giovanni Strampelli della Bocconi.

di roberto.morandi@varesenews.it
Pubblicato il 31 gennaio 2017
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