Baratto amministrativo, Soragni: “Miglioriamolo”

Il consigliere leghista propone alcune migliorie da apportare al regolamento e ai criteri per accedervi. L'assessore Borroni: "Ringrazio chi fa proposte ma per il momento va bene così"

consiglio comunale castellanza

Angelo Soragni, consigliere di minoranza della Lega Nord – torna sulla questione del baratto amministrativo, approvato dalla maggioranza nell’ultimo appuntamento consiliare, e lo fa con una proposta.

All’inizio dell’anno 2016 i comuni che hanno aderito al baratto amministrativo erano poco più di 100 su 8003 comuni italiani
Cos’è il baratto amministrativo? È una pratica collaborativa prevista dal decreto sblocca Italia del 2014 per il recupero di tasse e multe non pagate dai cittadini, nei confronti delle amministrazioni comunali. È una opportunità per chi si trova in transitorie difficoltà economiche, e ha la funzione di riconoscere uno sconto sui tributi comunali, come TASI, IMU, TARSU, TARES, TARI, multe per violazioni del codice della strada, a fronte di una prestazione lavorativa a favore della comunità.

Quali sono i lavori che i cittadini possono svolgere per il loro comune? Pulizia dei parchi, pulizia delle strade e delle piazze del paese, pulizia delle pareti degli edifici pubblici, piccola manutenzione, recupero e riuso di aree e beni immobili inutilizzati ecc.
Anche a Castellanza nell’ultimo consiglio comunale del Dicembre 2016, è stato deliberato il regolamento sul baratto amministrativo con durata sperimentale di un anno eventualmente rinnovabile.
Secondo quanto deliberato, con l’astensione delle minoranze, potranno accedere al bando i cittadini con un reddito ISEE non superiore a 10.000 euro. Il debito annuale non deve essere inferiore ai 1500 euro e non superiore ai 12.000 euro.

«Alcuni dubbi sull’efficacia del bando però rimangono – spiega Soragni – , soprattutto sembra complesso poter avere l’esatto quadro cui ammonta l’insoluto. A oggi non sono stati divulgati i dati circa l’ammontare complessivo dei debiti che i cittadini di Castellanza hanno contratto nei confronti dell’amministrazione. Il regolamento del baratto amministrativo, così come concepito, escluderebbe completamente il debito compreso tra i 100 a 1500 euro generando una disparità di trattamento. In questo modo verrebbe esclusa dalla procedura un’ampia fascia di popolazione che seppur morosa di poche centinaia di euro non è in grado di saldare il debito perché indigente o troppo giovane per avere un lavoro. Ed è proprio per la categoria dei giovani che il baratto amministrativo, nel caso delle infrazioni al codice stradale, dovrebbe ambire non solo al recupero del credito ma anche a svolgere una funzione educativa, sgravando della spesa la famiglia».

Una seconda questione da non sottovalutare per il consifgliere leghista è legata alle modalità e ai tempi stabiliti per ripianare il debito: «Il regolamento è della durata sperimentale di un anno quindi i cittadini avrebbero un anno di tempo per poter saldare il dovuto attraverso lo scambio di lavoro. Da regolamento viene riconosciuto un valore di 8 euro per ogni ora di prestazione: è evidente che per ripianare un debito di valore massimo (dodicimila euro) il cittadino dovrebbe dedicare quasi un intero anno di lavoro a tempo pieno. C’è da chiedersi come possa pensare di sostentarsi se l’intera capacità lavorativa di un anno viene impegnata per saldare il debito, l’alternativa è che un debito di elevata entità non possa essere ripianato attraverso questo scambio».

Insomma questo baratto amministrativo presenta molti dubbi sull’interpretazione delle regole, e dà l’impressione di essere una legge fatta più per l’immagine che per la sostanza: «Per tutte queste ragioni penso che questo regolamento sia stato stilato troppo in fretta, senza tenere conto di molti aspetti. Violando anche il principio secondo il quale i cittadini sono tutti uguali davanti alle istituzioni, e pertanto tutti dovrebbero poter partecipare al bando, indipendentemente dal reddito. La mia proposta è quella di rivedere il baratto amministrativo mediante un tavolo di lavoro più approfondito, in quanto il tema ha dei buoni principi ma purtroppo accontenta pochi e scontenta molti cittadini».

L’assessore ai Servizi Sociali Cristina Borroni ringrazia il consigliere «per essere stato l’unico ad essere entrato nel merito della proposta per discutere su possibili miglioramenti» ma precisa perchè le proposte fatte non possono essere accolte dalla giunta:«Il regolamento del Baratto è stato introdotto pensando alle famiglie che sono in reale difficoltà economica e per questo uno tra i requisiti per poter partecipare al bando è quello di avere un ISEE non superiore a 15.000 euro. Non è uno strumento risolutivo di tutte le problematiche, ma è un’opportunità per chi non ha altre soluzioni. E’ chiaro che se una persona disoccupata , selezionata a seguito del bando, dovesse trovare lavoro , potrebbe non avere più la necessita’ di continuare ad usare tale strumento. La risposta alla preoccupazione del consigliere Soragni sull’effettiva sostenibilità del baratto per chi ha debiti di elevata entità, è nel regolamento stesso: è previsto infatti , che l’attività assegnata attraverso il baratto possa essere svolta per un impegno massimo di 36 ore settimanali, e che possa essere suddivisa tra il richiedente e uno o più membri del nucleo familiare».

Sul ruolo educativo nei confronti dei giovani l’assessore non la vede allo stesso modo di Soragni: «Non è uno strumento educativo da utilizzare per i giovani, perché è motivato dalle difficoltà economiche del nucleo familiare, che spesso i giovani subiscono. Sono altri gli strumenti che rispondono alle esigenze educative della fascia giovanile».

Infine la replica sul regolamento studiato dagli uffici e sulla possibilità di migliorarlo: «Vorrei precisare inoltre che, il regolamento del baratto nasce dopo mesi di riflessione sugli strumenti da introdurre a sostegno delle molte famiglie castellanzesi in situazione di precarietà e che sono stati effettuati tutti i passaggi previsti dal nostro regolamento comunale per favorire la partecipazione delle minoranze. E’ stato inviato a tutti i gruppi di minoranza in tempo utile per poterne discutere nella commissione che ha preceduto il consiglio comunale, così come è avvenuto per tutti gli argomenti finora discussi. Colgo l’occasione per ricordare che è un regolamento sperimentale e che sarà soggetto a tutte le verifiche necessarie che saranno sicuramente condivise con chi vorrà contribuire a fare di tale strumento un’opportunità reale per i cittadini».

di orlando.mastrillo@varesenews.it
Pubblicato il 20 gennaio 2017
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