Bonus ai comuni che hanno accolto migranti, ecco come saranno spesi

I sindaci spiegano cosa intendono fare con i 500 euro che saranno riconosciuti per ogni migrante ospitato. C'è chi pensa al lavoro, chi al sociale e chi critica la scelta del governo

mappa richiedenti asilo provincia di Varese
Foto varie

C’è chi ancora non lo sapeva, chi ha già chiaramente in mente come spendere quelle risorse e anche chi critica la scelta del governo. Sono i sindaci dei 43 comuni che in provincia di Varese stanno da mesi ospitando i richiedenti asilo e che proprio per questo vedranno accreditato nelle casse della propria città un bonus di 500 euro per ogni migrante ospitato.

«Una buona notizia che va nella direzione di quelle che sono le richieste della rete dei comuni che ospitano persone richiedenti asilo». E’ così che commentano il sindaco di Varese, Davide Galimberti, e il suo assessore ai servizi sociali Roberto Molinari dal momento che «da diverso tempo le comunità chiedono un sostegno per l’impegno e la solidarietà dimostrata in questi mesi: una contropartita per i nostri cittadini. Noi infatti utilizzeremo i soldi che arriveranno per sostenere i nostri cittadini bisognosi attraverso progetti a sostegno delle attività dei servizi sociali e in favore dei nostri giovani». E i soldi in questione non saranno pochi dal momento che si stima un incasso di oltre 130.000 euro.

Contento è anche il primo cittadino di Busto Arsizio, Emanuele Antonelli, che aspetta l’arrivo di oltre 100.000 euro. «Aspettiamo notizie più precise su come e quando arriveranno questi soldi -commenta- ma in ogni caso ogni volta che arrivano dei soldi sono contento. Come spenderli non sarà certo un problema perchè fare il bilancio quest’anno è durissima, abbiamo molti capitoli dove mancano risorse».

Ma c’è anche qualche voce apertamente critica, come quella del sindaco di Gallarate Andrea Cassani. «A noi risulta una presenza di 80 clandestini (la dizione con cui i leghisti definiscono i richiedenti asilo, ndr), sarebbero 40mila euro: è una elemosina che il governo fa, a fronte di enorme disagio e problemi. La gestione del degrado e della insicurezza che deriva da queste persone incidono molto di più: la maggior parte degli interventi svolti dalla Polizia Locale in presidio davanti alla nostra stazione è legato a risse e problemi creati da questi elementi. Noi garantiamo 2 turni/2 turni e mezzo al giorno in stazione, solo questo ha un costo quattro volte superiore». Ma non solo, secondo Cassani «alla fine questa scelta va a premiare i Comuni di centrosinistra che hanno sempre voluto avere i profughi: le amministrazioni di centrodestra che non li volevano restano fregati»; anche se è bene ricordare la maggior parte dei centri di accoglienza sono organizzati da privati, senza che ci sia obbligo di confronto con i Comuni, si veda l’esempio di Busto o Samarate dove sono insediati grandi centri, nonostante la contrarietà dei sindaci. Cassani se la prende anche con il modo di assegnazione delle risorse dal momento che, ad esempio, «Somma Lombardo prende i soldi per i suoi profughi, ma poi questi vengono in treno a Gallarate e ce li ritroviamo noi».

La notizia viene accolta in maniera più che positiva da parte della rete dei sindaci per l’acccoglienza. Per Fabio Passera, sindaco di Maccagno con Pino e Veddasca, «sarebbe davvero un bel segnale da parte del Governo. Non solo e non tanto per la cifra (oltre 20.000 euro, ndr) ma soprattutto perché finalmente si vedrebbero premiati quegli Enti che si sono fatti carico del problema dell’accoglienza». In questo senso Passera auspica che «sia solo il primo di una serie di interventi mirati a premiare (e non parlo solo di denaro) quei Municipi che non hanno esitato a gettare il cuore oltre l’ostacolo per offrire un’accoglienza dignitosa ai migranti fuggiti da terre lontane» (quindi con una premialità verso i Comuni che hanno scelto di attivare progetti, senza subirli dall’esterno). «Il prossimo passo é che si trovi il modo di allargare finalmente il numero dei Comuni che accolgono: altrimenti, questa situazione diventerà insostenibile».

Sulla notizia dei finanziamenti arriva anche il commento del sindaco di Somma Lombardo Stefano Bellaria: «Quando arriveranno i 46.000€ che il governo ha previsto per Somma Lombardo, li destineremo integralmente ai servizi sociali. La presenza dei richiedenti asilo nella nostra città non ha creato ad oggi grandi difficoltà. Il fatto che alcuni ragazzi svolgano gratuitamente servizi di pubblica utilità ha contribuito a ridurre l’iniziale diffidenza.  Anche l’arrivo di queste risorse, destinate ai Sommesi, va in questa direzione. Invito infine il Sindaco di Gallarate Cassani a Somma per un caffè. Conoscere le altrui realtà aiuta ad evitare puerili polemiche».

Silvio Aimetti, sindaco di Comerio, affida invece a Facebook un commento a caldo sulla notizia: “A Comerio questi soldi, quando arriveranno, saranno interamente utilizzati per progetti riguardanti italiani attualmente senza lavoro”. Finiranno in ambito sociale anche i soldi che arriveranno a Tradate, come spiega il sindaco Laura Cavallotti: «Una collaborazione importante e di integrazione ci deve essere con il territorio e per quanto riguarda i soldi che entreranno nelle casse del comune, posso dire che saranno investiti sicuramente in ambito sociale».

Anche in questo senso si muove anche il sindaco di Uboldo Lorenzo Guzzetti: «Questi soldi verranno sicuramente riutilizzati a fini sociali per i nostri cittadini uboldesi, essendo una tantum prevista ancora dal Governo Renzi per i Comuni che ospitano queste strutture. E’ sicuramente una cifra irrisoria se considerata dentro a un bilancio comunale come il nostro che raggiunge quasi i 2 milioni di euro di spesa sociale, ma posso assicurare che questi soldi verranno spesi per i nostri cittadini».

Chi invece aspetta ancora è il sindaco di Gorla Minore, Vittorio Landoni. «Non ho ancora ricevuto alcuna comunicazione formale su questi stanziamenti anche se Morcone ce ne aveva parlato in una riunione a fine dicembre – racconta- ma se le cose stanno così a noi spetterebbero 40.000 euro che andrebbero a mettere una pezza ai 200 mila che abbiamo dovuto tagliare dal bilancio anche quest’anno».

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Pubblicato il 18 gennaio 2017
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