Cazzago senza ufficio postale e senza postini

La situazione invece di migliorare peggiora. Ora anche il centro di smistamento di Crosio della Valle fatica a consegnare la corrispondenza. Il sindaco Magni: "Faremo una segnalazione al prefetto"

Nuovo ufficio postale di Cavaria (inserita in galleria)

Ricevere una bolletta scaduta da settimane, o peggio, non essere in casa quando arriva il postino con una raccomandata e doversela poi andare a prendere: sì ma dove, in quale ufficio postale se quello del paese è aperto a singhiozzo?
A Cazzago Brabbia la situazione non migliora e se possibile peggiora.

Ormai siamo arrivati al giro di boa: da tempo, quasi un anno, il piccolo ufficio di Cazzago Brabbia che serve anche Inarzo è aperto solo tre mattine alla settimana. In più ora la posta viene consegnata con ritardi inaccettabili. Insomma un “caso disperato”.

I cazzaghesi continuano a scambiarsi opinioni sui social e il quadro che ne emerge è a dir poco sconfortante. Scrive Valentina: “Io non ricevo posta da quasi due mesi. Ho chiesto spiegazione all’ufficio postale di Cazzago che giustamente dice di non essere responsabile della situazione e mi dà il numero del centro smistamento di Crosio. La posta è tutta la ferma, ma manca personale e non la recapitano. Da due mesi? E le bollette che non ho ricevuto e non ho potuto pagare? “.

A Valentina si uniscono altre voci e il sindaco Emilio Magni, da sempre in prima linea sulla questione, interviene per spiegare e “calmare” gli animi: “La situazione del servizio postale è a dir poco disastrosa – spiega – su due fronti, primo: la ridotta apertura (a giorni alterni) dell’ufficio; secondo la distribuzione. Nel primo caso, dopo aver incontrato il dirigente provinciale Vezzoli tre volte (due con il vecchio sindaco di Inarzo Montagna e una con il muovo Montonati) senza ottenere risultati, abbiamo congiuntamente sottoscritto una lettera di protesta ufficiale corredata dalle firme dei cittadini, oltre 400. È la premessa per un possibile ricorso al TAR che ha però costi non indifferenti.
Dal primo gennaio 2017 c’è un nuovo direttore, Diodovich; la responsabilità della distribuzione delle lettere, escluse le raccomandate, è dell’ufficio di Crosio della Valle, che però risponde al direttore provinciale, che a sua volta rimanda all’ufficio di smistamento di Milano Roserio. Le proteste di tanti sindaci, in tutta la Provincia e non solo, sono e rimangono lettera morta”.

Che cosa si può fare, si chiede quindi il sindaco?
“Oltre alla lettera che abbiamo fatto, pensiamo ad un’azione coordinata dalla Amministrazione provinciale con segnalazione al Prefetto per la mancata distribuzione della posta, nel frattempo vale il suggerimento di telefonare e protestare con l’ufficio di Crosio della Valle.
Sono consapevole della pesantezza della situazione e dei limiti di potere delle amministrazioni comunali ma non trascureremo ogni possibile azione. Restiamo impegnati e confidiamo sulla partecipazione di tutta la popolazione”.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 18 gennaio 2017
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