Chiuso lo sportello per l’immigrazione

Istituito al Broletto nel 2012 per assistere nelle pratiche, a beneficio di stranieri e italiani, era sempre stato contestato dalla Lega Nord. Sinistra Italiana denuncia: "Chiuso da un giorno all'altro"

broletto gallarate tricolore
broletto gallarate tricolore

Con il 2017 è stato chiuso, a Gallarate, lo Sportello per l’Immigrazione, che era stato attivato negli anni passati e che non è stato rinnovato. Una decisione che era nell’aria, a fronte anche di una presa di posizione precisa della Lega Nord, già quando sedeva sui banchi dell’opposizione. Lo sportello – che era ospitato a Palazzo Broletto - era stato infatti al centro di polemica politica negli anni passati: il centrosinistra lo considerava un servizio importante non solo per cittadini stranieri residenti in città, ma anche per persone italiane che avevano legami di parentela o d’interesse (ad esempio per collaboratori familiari o badanti; si parlava del 30% degli accessi); la Lega Nord lo contestava e – spesso – l’ha indicato come una forma di “privilegio” concesso agli stranieri.

A criticare la scelta oggi è anche Sinistra Italiana, che denuncia come lo sportello sia stato «chiuso, senza preavviso, con alcune pratiche lasciate a metà». «I cittadini stranieri residenti in città, ma anche i cittadini italiani che con persone di origine straniera hanno legami affettivi o lavorativi, sono invitati a rivolgersi ai paesi vicini (Samarate, Besnate, Lonate Pozzolo, Somma Lombardo) poiché tra i dipendenti comunali nessuno ha una specifica formazione e può sostituirsi a chi ha gestito tale sportello».

Sinistra Italiana sottolinea come non si tratti di una decisione isolata, ma di una scelta ideologica precisa: «Dopo la chiusura della scuola (di formazione per gli adulti, vedi qui, ndr), un altro tassello dei leghisti nostrani contro le persone straniere, soprattutto contro chi in Italia vive regolarmente, lavora, vuole istruirsi. Insomma verso lo straniero che è meno ricattabile, che si integra, che rispetta i propri doveri nel chiedere certezza dei propri diritti. Che poi altrimenti non c’è spazio per la “elettoralmente utile” propaganda. Così ancora una volta, Cassani vuole tenere per sé i benefici (perché gli stranieri regolari residenti in città pagano le tasse a Gallarate), ma scaricare i costi di servizi necessari ai comuni limitrofi. Comuni con amministrazioni di orientamento politico molto diverso tra loro, che però hanno deciso – conclude SI – di mantenere un servizio che è di fondamentale importanza per accompagnare cittadini stranieri e italiani nelle burocrazie dei rinnovi dei permessi, della regolarizzazione del lavoro, della conoscenza di diritti e doveri».

di roberto.morandi@varesenews.it
Pubblicato il 20 gennaio 2017
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