Con il Mini-me in gesso ConfidiSystema entra nel mondo 4.0

Come te lo racconto il futuro? Mostrandotelo. Non sempre è possibile ma, quando lo è, perché non approfittarne? E così hanno fatto a Confidisystema. Con un regalo speciale che racconta un'evoluzione a misura di Pmi

Come te lo racconto il futuro? Mostrandotelo. Non sempre è possibile ma, quando lo è, perché non approfittarne? E così hanno fatto a Confidisystema quando, poco prima di Natale, in occasione di un avvenimento aziendale di presentazione della nuova Social Media Policy, uno scanner digitale ha “fotografato” i presenti e trasferito in blocco le informazioni al Faberlab di Tradate dove, grazie alla stampa 3D, lo “scatto” s’è trasformato in altrettanti Mini-Me, statuine di gesso perfettamente identiche agli originali, seppure in formato-cadeaux.

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«Un modo per indicare, anche visivamente, la strada dell’innovazione imboccata da Confidisystema, consorzio fidi “rinato” nel gennaio 2016 dalla fusione per incorporazione in ArtigianFidi Lombardia di Confidi Lombardia, Confidi Province Lombarde, Co.f.a.l. (Consorzio fidi agricoltori lombardi) e Federfidi Lombarda, realtà già presenti sul mercato fin dagli anni ’50» spiega il direttore generale Andrea Bianchi. «Confidisystema! – prosegue – è un polo del credito che si propone di offrire alle piccole e medie imprese strumenti finanziari nuovi e, proprio questo, ci rende sensibili a tutto ciò che è innovazione, uso consapevole e significativo della tecnologia, velocizzazione delle pratiche e annessa digitalizzazione di tutta la contrattualistica».

Sono 170 circa gli operatori del sistema Confidi guidato da Bianchi. Insieme, costituiscono una rete che si estende dalla Lombardia al Piemonte, e anche oltre. Una rete capillare, sia dal punto di vista fisico che virtuale: «I nostri operatori hanno in dotazione tablet e Payleven e, anche sul fronte della comunicazione digitale, vogliamo essere sempre più vicini alle imprese, con il consolidarsi della nostra presenza sui social network».

Perché oggi l’imprenditore si aspetta risposte veloci, un raccordo il più efficace possibile con l’interlocutore e poca carta: «La tecnologia è una strada che semplifica, porta alla velocità e alla conoscenza e, per poter assistere il maggior numero di Pmi, abbiamo bisogno che queste stesse imprese ci conoscano e sappiano cosa facciamo».

Dunque, se il 3D è il paradigma di ciò che la tecnologia può fare oggi e di ciò che le imprese riescono a fare con questa tecnologia, anche l’esigenza quotidiana di sostenere queste imprese sotto il profilo finanziario passa attraverso un uso sempre più intensivo di Facebook e LinkedIn. Con queste piattaforme Confidisystema! persegue, tra l’altro, anche altri propositi: «I nostri interlocutori sono le Pmi da una parte e le banche dall’altra. Facebook e LinkedIn, rispetto ad altri strumenti, ci permettono di targettizzare al massimo la diffusione delle informazioni a costi assolutamente competitivi e di arrivare in tempi brevi dove ci sono i maggiori punti di fabbisogno ed attenzione».
Canali più tradizionali, come uno spot su reti televisive generaliste, presenterebbero conti ben più salati e risultati forse non altrettanto soddisfacenti.

Il futuro, sempre quello visualizzato attraverso le statuine, è dunque anche questo: avvicinare l’innovazione a un settore, quello dei fidi, in apparenza lontanissimo dall’iper-tecnologia e dall’universo 4.0. «Vogliamo essere un punto di riferimento in termini di solidità, e il fatto di rilasciare garanzie a beneficio di circa 58mila imprese associate credo sia la prima conferma della solidità di Confidisystema!, e di efficacia. Ma, per essere più efficienti, e dunque ogni giorno più efficaci, è imprescindibile saper utilizzare al meglio tutto ciò che aiuta a marciare con tempi adatti alle aspettative della clientela».

Con la tecnologia, insomma, un confidi può essere competitivo e un’azienda può ottenere rapidamente i finanziamenti per diventare, a sua volta, competitiva sul mercato. Potere di una statuina in gesso realizzata in 3D, e di ciò che sa raccontare.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 20 gennaio 2017
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