Da piazza Montanari al sentiero della V Cappella

Teresio Colombo ci porta alla scoperta della vegetazione del Sacro Monte

Sacro Monte

Oggi 24/1 è giornata fredda ma asciutta e le previsioni sono per una temperatura attorno ai 10 °, insomma condizioni che mi inducono a prendere un autobus che vada al Sacro Monte con la decisione di scendere al bivio per il Campo dei Fiori e da lì intraprender la discesa per il sentiero che porta all’acquedotto di Velate.

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Teresio Colombo: passeggiata al Sacro Monte 4 di 9

Purtroppo le decisioni sono state prese preventivamente alla consultazione degli orari,  che invece è una abitudine che dovrò imparare perché fra un mese scadrà la patente, che ho deciso di non rinnovare per il prossimo anno, e quindi sarà bene arrangiarsi con i mezzi pubblici; arrivato a piazza Montanari chiedo all’autista come proseguire per la destinazione che mi ero prefissa, la risposta è di attendere la navetta che mi porterà alla stazione della funicolare e da lì, con il nuovo mezzo raggiungerò il Sacro Monte.

E’ a questo punto che decido di cambiare percorso e procedere per la strada seicentesca delle Cappelle, appena superato il primo arco sulla sinistra una fontana fornisce acqua al viandante, anche se l’amministrazione della strada si è messa al riparo da eventuali chiamate in giudizio ponendo un orribile cartello che definisce l’acqua non potabile, mi avvicino, noto che vi è stato qualche intervento manutentivo, essenzialmente di ripulitura, e mi preoccupo in quanto era una stazione per rilevare la presenza del Capelvenere comune (Adiantum capillus-veneris) (1) che in effetti trovo anche se in misura molto ridotta, ma uno sguardo più attento  mi consente di vedere che in più punti si stanno riformando cespugli di questa adiantacea, non cerco di riprendere i sori che dovrebbero essere presenti sul bordo del recto di ciascuna foglia.

Realizzata questa foto procedo lentamente cercando qualche fiore di un certo interesse, trovo tanta vetriola minore una urticacea ricca di ammonio e potassio sostanze raramente presenti sui vecchi muri dove questa pianta cresce, noto anche tante foglie di cimbalaria ma senza fiori che a gennaio normalmente ho visto, ma si trattava di via Fincarà nel borgo del Sacro Monte, certamente la borracina cinerea è continuata a fiorire anche in autunno poiché le piantine mostrano numerosi steli fiorali ormai rinsecchiti, arrivo così alla IV cappella e qui mi sposto sulla destra per vedere se qualche vipera ha preparato il nido negli interstizi fra le beole che ricoprono il muretto; arrivo così alla V cappella e imbocco il sentiero sulla destra, è un falso piano con tendenza a scendere nei primi 100 metri e in leggera ma progressiva salita negli altri cento per poi spianare e successivamente divedersi in 2 parti la superiore porta al Sacro monte mentre quella inferiore va bene per i vetusti e da tempo abbandonati all’incuria i bacini idrici.

Questo sentiero è abbastanza facile da percorrere ed in ogni stagione si ritrova qualche cosa di un certo interesse come ad esempio i cespugli di Polipodio comune (Polypodium commun) (2,3) che è la felce perenne, abbastanza frequente in questa zona, che pur essendo ricercata dai bambini per il sapore di liquirizia delle sue radici in verità ricercate anche dagli adulti per ingentilire il sapore di taluni prodotti alcolici come ad esempio le grappe, questa volta sono favorito dal protrarsi del periodo di scarse precipitazioni per cui molte foglie sono accartocciate mettendo in evidenza i sori disposti sulla facciata posteriore dei lembi fogliari.

Poco più avanti ritrovo ancora dritti gli steli della Lunaria meridionale (Lunaria annua) (4,5) pianta fino a qualche decennio fa coltivata nei giardini delle abitazioni per i fiori ma, soprattutto per i medaglioni contenenti i semi che taluni, ad esempio mia mamma, aprivano e mantenevano solo la lamina interstiziale che chiamavano moneta del papa dai riflessi argentei. Non ritengo di andare oltre e mi accingo a ritornare quando vengo attratto da una pianta di corniolo con i boccioli pronti ad aprirsi sembra manchi solo un poco di acqua piovana perché ciò possa verificarsi, non faccio la foto a dei boccioli così piccini invece vedo un Asplenio tricomane (Asplenium tricomanes) (6,7) con i sori disposi a lisca di pesce sul recto di ciascuna foglia, qui è assolutamente indispensabile la foto dei sori che è il modo più comodo per distinguere l’Asplenio tricomane da quello verde. E’ tardi non ho portato alimenti a casa avevo avvertito di un altro giro quindi è bene sbrigarsi a scendere, nel frattempo ricordo di non avere ispezionato li pezzo di muro oltre la terza cappella è cosa che farò nello scendere e devo dire che non è tutto frutto della mia memoria ma è la vista di una anziana signora che coglieva i getti di Salvastrella per insaporire l’insalata così ho ispezionato bene questi pezzo di muro e ho visto che almeno una fiore di Cimbalaria (Cymbalaria muralis) (8).

Teresio Colombo

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Pubblicato il 31 gennaio 2017
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