Dallo zucchero filato al corteo delle autorità: il primo falò da sindaco di Galimberti

E’ il suo primo falò da sindaco, ma non il primo da cittadino. Davide Galimberti racconta la sua esperienza nel rito più sentito dai varesini

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Davide Galimberti

E’ il suo primo falò da sindaco: e Davide Galimberti sarà una delle autorità più in vista nel corteo che accenderà la pira, anche perchè per lui è la prima volta.

Non è il suo primo falò, quello di lunedì 16: da buon varesino, il sindaco non si è fatto mancare negli anni questo rito cittadino. «Credo di non avere mancato quasi mai, fin da piccolo, una festa di sant’Antonio: se non per vedere il falò, almeno per seguire qualcuna delle altre iniziative». E anche quest’anno, malgrado l’impegno istituzionale, la vivrà da varesino, coinvolgendo tutta la famiglia nel rito: «Salvo imprevisti, ci andrò con i miei figli» spiega infatti.

Qual è il falò che ricorda di più?: «Ricordo un falò legato alla grande nevicata dell’85. Era avvenuta proprio in quei giorni (intorno al 14 gennaio, ndr), io avevo 9 anni, e ricordo tutta quella gente davanti al falò che parlava di quel grande avvenimento».

E’ il suo primo ricordo del falò? «Ah no! Il mio primissimo ricordo è lo zucchero filato che mi prendevano i miei genitori, che nella calca finivo per appiccicare ai cappotti: con il risultato che il mio zucchero si riempiva di pelucchi. Avrò avuto cinque anni… ».

Mai buttati bigliettini nei falò? «Si, certo, a volte» . Per amore o per passare un esame all’università? «Ne ho fatto un uso classico: più amori che esami»

Come vive questa prima esperienza dal punto di vista istituzionale? «E’ sicuramente una grande emozione, perchè si tratta di una delle grandi feste sentite dai varesini: di più, anche varesini che non vivono più qui da anni, ricordano con grande affetto questo momento. Inoltre, sono i giorni in cui la città si trova per avviare l’anno della città».

Se dovesse metter il bigliettino del falò per la città?  «Beh, Non vi direi niente, se no non si avvera!» Conclude scherzando. Ma poi aggiunge: «E per quest’anno lo farò davvero».

di stefania.radman@varesenews.it
Pubblicato il 15 gennaio 2017
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