Dopo 7 anni ritorna il sindacato dei frontalieri

È stato ripristanto il Csir (Consiglio sindacale interregionale) delle regioni Lombardia, Piemonte e Canton Ticino, organismo transnazionale che si occupa dei temi del frontalieriato

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Dopo una pausa di oltre 7 anni, si è ripristanto il Csir (Consiglio sindacale interregionale) delle regioni Lombardia, Piemonte e Canton Ticino, organismo transnazionale che si occupa dei temi del frontalieriato cui fanno parte i sindacati confederali italiani di Lombardia e Piemonte e i sindacati ticinesi. Le strutture sono emanazione della Ces (Confederazione europea sindacale), e sono riconosciuti dai trattati dell’Ue. Hanno compiti di rappresentanza sindacale unitaria dei lavoratori frontalieri nei confronti delle istituzioni ai vari livelli sia italiane sia svizzere.

Il Csir coinvolge circa 70mila lavoratori frontalieri, è il secondo a livello europeo. «Abbiamo approvato il nuovo statuto – spiega il presidente Alessandro Tarpini – e a partire da domani ripristineremo le attività di rappresentanza. Compito nostro sarà aprire confronto a tutti i livelli sulle tematiche di attualità che riguarda il frontaliero. Segnale importante, anche simbolico, in una fase in cui Regione eTicino stanno litigando e dividendosi su tutto, provano ad andare nella direzione opposta. Dopo molto tempo, i lavoratori frontalieri hanno una struttura di rappresentanza unitaria, potrà parlare con una voce sola e rappresentare i temi che fanno parte dell’attualità».

Il presidente del Comitato è Alessandro Tarpini, responsabile frontalieri nazionale della Cgil. Ne fanno parte anche Sergio Aureli di Unia (vicepresidente del Csir), Pancrazio Raimondo (Uil Frontalieri), Luca Caretti (segretario generale Cisl Piemonte), Andrea Puglia (Ocst).

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 20 gennaio 2017
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