Equità e flessibilità: come cambiano i servizi scolastici

Sparisce il doposcuola breve ma rimane la mensa aperta a tutti. Accordi con associazioni di genitori per creare nuovi servizi. Le rette risponderanno a un principio di equità sociale

mensa

Più flessibilità negli orari, maggior equità delle rette, criteri incentivanti per le giovani coppie.

Sono questi i tre filoni su cui si è mossa l’amministrazione di Varese per disegnare il piano del diritto allo studio con l’offerta dei servizi parascolastici. «La nostra idea – spiega l’assessore Rossella Dimaggio – è quella di interpretare le esigenze delle famiglie contemporanee. La proposta che facciamo ai genitori è diversificata così ciascuno potrà trovare quella più rispondente alle proprie necessità».

SCUOLA PRIMARIA

In sostanza rimangono i tre settori: prescuola, mensa e doposcuola
Quello che si potenzia è l’offerta oraria : « Abbiamo tolto il “doposcuola breve” che serviva ai genitori che non potevano prendere i figli all’uscita per l’ora di pranzo. A loro proponiamo il servizio mensa con uscita alle 14.15. Ma c’è una condizione: che rimangano posti disponibili perché gli alunni che frequentano il dopo scuola hanno la precedenza. Questa scelta è dettata da ragioni di equità ma anche sostenibilità economica perché le rette richieste non coprivano i costi».

Quindi, una volta completate le iscrizioni ai diversi servizi para scolastici, si stileranno le graduatorie per l’ammissione al servizio mensa la cui disponibilità è legato alle normative sulla sicurezza. « Abbiamo, inoltre, pensato a una terza opzione – spiega Dimaggio – In accordo con le associazioni dei genitori, quando ci saranno corsi proposti da queste, potremo destinare uno spazio della scuola dove gli alunni possano consumare un pranzo confezionato dallo stesso gestore della mensa: qui i bambini pagheranno solo il pranzo e potranno partecipare alle attività pensate dall’Associazione genitori».

Nessuna novità di rilievo è stata pensata per il pre scuola: « Dato che è un servizio di vigilanza, più che educativo – racconta l’assessore – coinvolgeremo le associazioni dei genitori e quelle di volontariato a cui affidare un servizio che, però, si attiverà solo al raggiungimento dei 9 iscritti. L’ingresso potrà quindi essere anticipato di mezz’ora ma l’organizzazione verrà discussa in tavoli ristretti che avvieremo in primavera quando avremo chiari i numeri delle iscrizioni».

Importante novità ci sarà per il dopo scuola: « Sarà fino alle 17.30, in modo flessibile, ma si potrà protrarre fino alle 18.30 se ci saranno almeno 9 iscritti. Sarà mantenuto il livello qualitativo dell’offerta delle nostre educatrici e si cercherà di venire incontro alle esigenze di genitori. Le iscrizioni partiranno in primavera, una volta stabiliti con esattezza i diversi servizi per ciascuna scuola. Ma non verranno chiuse: si manterrà aperta la graduatoria che continuerà a seguire le decisioni concrete delle famiglie che, a volte, cambiano o disdicono».

SCUOLA DELL’INFANZIA

Nessuna grossa novità riguarda il ciclo dell’infanzia: « Rimangono pre scuola, frequenza fino alle 13.30 o fino alle 16.45 con possibilità di restare fino alle 17.30. Abbiamo visto che questa offerta oraria soddisfa la domanda che c’è stata fino ad oggi».

NIDO

La novità per il nido riguarda l’attribuzione dei punteggi: « Una vecchia norma privilegiava chi aveva la residenza da più di 15 anni. È una condizione che non ha senso se vogliano riportare in città le giovani coppie. Varese è attenta alle famiglie, soprattutto a quelle giovani, per cui non è possibile discriminare sulla durata della loro residenza in città».

RETTE

Per quanto riguarda le rette si adotterà il principio di linearità: « Facciamo riferimento all’ISEE ma introdurremo una differenziazione anche all’interno della stessa fascia per permettere a ciascuno di pagare effettivamente in base alle proprie disponibilità . Per famiglie con più figli iscritti ai servizi, ci saranno ulteriori sconti».

NON RESIDENTI

Diverso il discorso per i non residenti: « Purtroppo non possiamo accollarci sconti per iscritti che vivono fuori dal Comune. Abbiamo cercato una soluzione con le amministrazioni di riferimento ma non è facile trovare un’intesa quando tutti offrono servizi analoghi. Allora puntiamo sulle aziende: proveremo a chiedere una politica di “welfare” aziendale che vada incontro alle necessità dei propri dipendenti. È una trattativa nuova che potrebbe dare risultati interessanti». 

I genitori sono, dunque, invitati a valutare bene i tanti servizi scolastici e para scolastici che un plesso offre. Una volta fatta l’iscrizione, cambiare per aderire a una proposta più in linea con le proprie esigenze sarà difficoltoso. 

di alessandra.toni@varesenews.it
Pubblicato il 23 gennaio 2017
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