Esame di maturità: il sapere diventa “low cost”

Il professor Giosuè Romano commenta le novità in discussione che cambiano l'Esame di Stato

Prima prova dell'esame di maturità

Le ultime notizie a proposito della nuova (l’ennesima) riforma dell’Esame di Maturità non sono confortanti ( LEGGI LE NOVITA’).
Il mio primo pensiero è stato: “ Perché non l’aboliscono una volta per tutte? Perché continuare una presa in giro mortificante?”

Inutile girarci intorno: la storia della media del sei (tralascio le appendici) è una ulteriore e definitiva rinuncia ad una Scuola di qualità. Il Sapere low cost; là stiamo precipitando (e ormai, il più del cammino è fatto). La scuola non deve insegnare più: basta! I Contenuti sono materia obsoleta, oggi contano le Competenze, il Saper fare, il Saper applicare, il Saper collegare; mi piacerebbe, invece, sentir parlare solo della parola Sapere, senza aggiunte; mi andrebbe bene il Saper Pensare…

Una siffatta Istituzione non serve perché non aiuta a progredire, fa come i gamberi: va all’indietro, non serve perché si rimpinza di chiacchiere  vuote e anziché costruire, demolisce. Innanzitutto demolisce  l’idea che l’acquisizione della conoscenza sia fatta (anche!) di fatica, di tempo, di passione, di impegni, di responsabilità. Qui, invece, si mira essenzialmente al conseguimento del facile, del minimo indispensabile, del risultato immediato, giammai al Percorso; “questo” non conta più. A chi gioverà? Non me ne vogliate, ho paura di dirlo, … di sicuro molti avranno meno incombenze e meno problemi da risolvere.

Si sta mettendo la parola fine al Sapere che è fondamento della consapevolezza propria ed altrui; quella “cosa” su cui si basa il cosiddetto vivere civile, quella “cosa” che è il collante di ogni Comunità. Una considerazione  mi amareggia più di altre: si ritornerà, di fatto, ad una scuola classista (mannaggia, mi è  scappata la parola). Classista perché continuando a demolire la Scuola Pubblica si privilegeranno  coloro che possono spendere fior di quattrini per rivolgersi ad istituzioni private e/o all’estero per assicurare un’adeguata Cultura ai rampolli per i quali si perpetueranno, per diritto di gens, ruoli dirigenziali e di comando alla faccia di coloro che continueranno a ubbidire beatamente smanettando velocemente su una tastiera.

Attendo fiducioso le Lauree da conseguire coi punti della spesa.

Giosuè Romano

di
Pubblicato il 20 gennaio 2017
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