Europa addio, la Openjobmetis si congeda nel peggiore dei modi

Varese travolta in Germania dall'Oldenburg che sfiora il +30 e chiude sul 78-53. Biancorossi mai in partita, sfuma anche il passaggio alla Fiba Europe Cup

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Foto varie di pallacanestro

Poteva scegliere un modo migliore di congedarsi dall’Europa, la Pallacanestro Varese. E invece la squadra biancorossa cancella in una – nefasta – serata tedesca i recenti progressi mostrati sia sul fronte della coppa, sia su quello del campionato, tornando a subire un’imbarcata pesantissima, fatta di poca voglia e tanti errori.

A Oldenburg è una figuraccia pari a quelle di Ventspils, Klaipeda o Usak: 53 punti segnati in tutto (contro 78), appena 6 nel quarto conclusivo, un solo uomo in doppia cifra (Avramovic), due falli tecnici presi, il 40% dalla lunetta, il 38,5% dal campo. Con alcuni giocatori teoricamente importanti – da Maynor a Eyenga passando per Kangur e, in parte Johnson e Anosike – incapaci di alcuna reazione, di uno spunto, di un passaggio positivo. Un naufragio, sintetizzato dai timeout di uno sconsolato Caja che nell’ultima sospensione non può che ridere amaro e allargare le braccia.

Provare a vincere, o almeno a fare la miglior partita possibile, si era detto alla vigilia, perché in palio poteva ancora esserci il passaggio alla Fiba Europe Cup, competizione che lo scorso anno corroborò un’Openjobmetis in crisi proprio in questo periodo dell’anno e aiutò la squadra a uscire dalle secche. Certo, allora ci fu l’aggiunta in corsa di Chris Wright, e una scossa del genere servirebbe anche oggi, visto che Maynor è già tornato a fare il fantasma al posto che il regista.

Altro traguardo sfumato, altra speranza andata a farsi benedire, e allora a questo punto servirebbe uno sforzo in più anche da parte della società, alla quale chiediamo conto anche di un Campani infortunato, sparito dai radar, non sostituito, la cui condizione è lasciata in balìa delle voci (c’è chi dice: stagione finita) senza che da piazza Montegrappa si muova un dito, una voce, un segnale.
Quattro vinte e dieci perse, (5-11 contando il preliminare), una serie di batoste sulle spalle, l’atteggiamento remissivo e imperdonabile verso i tifosi visto contro Ventspils (c’era ancora Moretti in panchina): la campagna europea di Varese è tragica. Ed è un insulto a quella storia che a parole, in estate, si voleva onorare.

PALLA A DUE – Davanti ai 2mila spettatori della Ewe Arena, Varese scende in campo con tutti gli effettivi ad eccezione di Campani. C’è anche Bulleri, che farà una comparsata sul parquet; in quintetto Caja manda di nuovo Ferrero che dall’altra parte del fronte trova l’ex romano De Zeeuw. Anosike-Qvale è il duello sotto le plance, Maynor-Massenat quello in regia.

LA PARTITA – Primi minuti da antibasket: Varese sta avanti solo perché Oldenburg sbaglia più dei biancorossi contro la zona. L’equilibrio regge sino al 12 pari, poi i tedeschi aggiustano la mira e iniziano a segnare da tre (doppietta di Massenat): Varese è orrenda dalla lunetta (sbagliati i primi 5 liberi) e in attacco non si sblocca, così al 20′ è 21-12 per i padroni di casa.
La Effe Effe – sponsor di giornata – avrebbe tempo e spazio per reagire, ma le triple imbroccate dall’Ewe, anche contro la uomo, allargano subito il solco. Il problema principale di Varese però non è la difesa, dove talvolta si vede qualcosa di utile: passata la metà campo è un disastro completo, tanto che nel secondo periodo saranno appena 10 i punti messi a segno. Malissimo (39-22), ma nell’ultimo parziale i nostri eroi faranno ancora peggio.

Il punto più basso della serata arriva in avvio di ultimo quarto, quando c’è il doppiaggio da parte dei tedeschi che trovano punti a raffica da Qvale e Schwethelm (48-24). Caja a quel punto sceglie i cinque più affidabili (non c’è Pelle, già fuori con cinque falli): Avramovic viene lasciato libero di giocare da solo e quando finalmente Varese imbrocca quattro triple (con il serbo, Cavaliero e Johnson) si vede almeno una piccola riscossa che arriva al -17 della mezz’ora (64-47).

IL FINALE – La rincorsa però finisce lì: nell’ultimo quarto Varese segna la tristezza di sei punti, si fa mangiare in testa a rimbalzo da un Oldenburg che non molla la presa e, pur sbagliando tanto, vince anche questo parziale. L’immagine simbolo arriva su un errore dell’Ewe: Anosike non arriva al rimbalzo, la palla cade in mezzo a tre maglie rosse ma finisce tra le mani di Mihailovic che da lontano l’aveva vista e seguita. Si chiude con un indecoroso 78-53: ora testa almeno al campionato, perché di queste notti d’Europa siamo davvero stufi.

EWE OLDENBURG – EFFE EFFE VARESE 78-53 (21-12, 39-22; 64-47)

OLDENBURG: Massenat 11 (0-2, 3-5), Kramer 9 (4-6, 0-3), Paulding 4 (0-2, 1-2), De Zeeuw 7 (1-4, 1-2), Qvale 12 (4-5); Wimberg 3 (1-1, 0-1), Maedrich 4 (0-3, 1-3), Lockhart 2 (0-3 da 3), Mihajlovic 15 (2-3, 3-7), Freese 1 (0-1), Schwethelm 10 (2-4, 2-3). All. Drijencic.
VARESE: Maynor 3 (1-3, 0-1), Johnson 5 (1-6, 1-6), Eyenga 4 (2-8), Ferrero 4 (2-4), Anosike 4 (2-6); Avramovic 20 (4-4, 3-6), Pelle 4 (1-1), Bulleri, Cavaliero 9 (3-5 da 3), Kangur (0-1, 0-1). Ne: De Vita, Canavesi. All. Caja.
ARBITRI: Viator (Fra), Koziovskis (Lit), Perea (Spa).
NOTE. Da 2: O 14-31, V 13-33. Da 3: O 11-29, V 7-19. Tl: O 17-29, V 6-15. Rimbalzi: O 39 (10 off., De Zeeuw 7), V 36 (6 off., Anosike 9). Assist: O16 (Massenat 6), V 8 (Avramovic 3). Perse: O 10 (Mihailovic 3), V 21 (Anosike 4). Recuperate: O 9 (Lockhart 3), V 2 (Avramovic, Cavaliero 1). Usc. 5 falli: Pelle. F. tecnico: Cavaliero, Eyenga. Spett.: 2.005.

di damiano.franzetti@varesenews.it
Pubblicato il 24 gennaio 2017
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