Fallimento Tmc, Caputo: “Speriamo nell’asta di febbraio”

Il rappresentante sindacale dell'azienda bustocca stigmatizza il comportamento dell'amministrazione: "Solidarietà solo a parole. Chiesti 50 euro per l'affitto della sala a lavoratori senza stipendio"

romeo caputo
Luoghi di Castellanza

Da rappresentante sindacale della Tmc di Busto Arsizio si augura che la sua azienda, fallita a settembre e ora nelle mani del curatore fallimentare, possa avere un futuro e ridare un lavoro ai dipendenti che sono rimasti a casa. Da consigliere comunale di opposizione stigmatizza il comportamento del Comune di Castellanza che «ha chiesto il pagamento dell’affitto del Centro Civico per le riunioni coi lavoratori».

Il 2017 di Mino Caputo inizia con l’amaro in bocca: «Spero che l’asta che si terrà a febbraio porti ad una soluzione positiva per un rilancio dell’attività ed un’iniziale parziale riassunzione dei dipendenti – scrive in una nota – ringrazio la cooperativa La Banda che ci ha messo a disposizione gratuitamente l’uso della Corte del Ciliegio per le assemblee necessarie ai lavoratori».

Il Comune di Castellanza, infatti, avrebbe chiesto 50 euro per l’affitto: «Certamente non si tratta di una cifra esagerata – precisa – ma è assurdo che il sindaco Cerini vada sui giornali ad esprimere solidarietà ai lavoratori castellanzesi della Tmc che hanno perso il posto di lavoro e poi non concede gratuitamente la sala e chiede 50 euro a persone che non ricevono lo stipendio da mesi».

A settembre dell’anno scorso, infatti, a causa della crisi e di una gestione poco oculata, è fallita la Tmc Italia con sede nell’area industriale di Sacconago. L’azienda produceva trasformatori industriali e ha dato lavoro a molti cittadini castellanzesi. La proprietà, infatti, era di una nota famiglia castellanzese che, a causa dei debiti maturati anche per un’inopportuna sponsorizzazione nel mondo del ciclismo, si è vista costretta suo malgrado a cedere l’Azienda a titolo compensativo. Chi è subentrato non è riuscito a venderla né a fare di meglio che farla fallire anche a causa dei debiti trovati.

Anche il consigliere Giovanni Manelli ha commentato la circostanza denunciata da Caputo: «Sono molto dispiaciuto per la vicenda Tmc Italia, spero che qualcuno rilevi l’azienda per ridare la possibilità ai lavoratori di tornare all’opera visto il momentaccio di crisi del lavoro. Sulla vicenda amministrazione Cerini preferisco non commentare perché devono vergognarsi»

di orlando.mastrillo@varesenews.it
Pubblicato il 09 gennaio 2017
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