Gli ambienti di Spalletti e Carroll a Villa Panza di Biumo

Viaggi tra gli ambienti permanenti della collezione di proprietà del FAI

Arte - Mostre

E’ in corso da qualche tempo a Villa Panza di Biumo, che è patrimonio del Fondo per l’Ambiente Italiano, la mostra “Robert Wilson for Villa Panza. Tales“, la personale del drammaturgo texano che ha portato a Varese il silenzio caratteristico della sua arte, con una serie di video-ritratti digitali “in lenta mutazione”. Si tratta di un appuntamento importante per gli amanti dell’arte contemporanea nordamericana, con particolare riferimento all’arte performativa concepita in ambiente digitale.

C’è però anche molto altro in Villa, perfettamente in linea con il silenzio tanto caro sia a Panza che a Wilson: in particolare sono interessanti le due stanze dedicate rispettivamente all’abruzzese Ettore Spalletti (1940) ed all’australiano Lawrence Carroll (1954). Due artisti molto diversi tra loro questi ultimi, che hanno forse un’unica nota comune: la necessità di un approccio emotivo dell’osservatore per essere compresi. Senza la capacità di lasciarsi coinvolgere infatti, senza la giusta sensibilità, questi autori vengono certamente bollati ogni giorno come ‘perditempo’ dall’osservatore profano; ma sono, invece, dei grandi interpreti della pittura e scultura contemporanea, con l’uso di materiali tradizionali.

Spalletti, che è nato, vissuto e da sempre lavora in provincia di Pescara, è un artista che cerca l’armonia attraverso le forme ed il colore. E’ molto bella e significativa la video intervista che Rai Arte ha realizzato per questo pittore-scultore con le persone a lui più vicine, nel suo studio di Cappelle sul Tavo. Qui l’artista parla di se stesso e del suo rapporto con il Mare Adriatico, dal quale egli trae ispirazione per i suoi azzurri monocromatici così particolari. E poi gli altri colori, come il rosa, che rappresenta in una qualche maniera l’incarnato umano, ed infine il grigio che per Spalletti è il colore dell’accoglienza. Maniacale ed al tempo stesso geniale la lunghissima procedura di stesura dei pigmenti che l’artista descrive, mettendo in evidenza come gli osservatori abbiano spesso la tentazione di toccare le sue opere; ed infatti anche a Villa Panza esse sono opportunamente cordonate. La peculiarità dei lavori di Spalletti sta nella loro capacità di interferire fortemente con l’ambiente, rendendolo assolutamente originale, personalissimo, pur attraverso l’utilizzo di forme primarie nella scultura e poche particolarissime tinte monocrome in pittura.

Carroll invece è diverso, di un altro mondo. Ad entrare nel suo ambiente, piccolo, a Villa Panza, viene in mente la descrizione che l’allievo del saggio Professor Keating, quello interpretato da Robin Williams nel film “L’attimo fuggente“, diede del poeta statunitense Walt Whitman: “un pazzo con la bava alla bocca”. O forse con definizione ancora più pungente e moderna, di Carroll si potrebbe oggi dire che è “un imbianchino di croste”: in una parola un genio. Stoffa, legno e tela attaccati assieme, anche con l’uso di graffette, poi dipinti in maniera irrazionale, secondo criteri che neppure l’artista è in grado di spiegare. Eppure la ‘ricerca interiore’, estrema, è evidente in queste opere, che creano, ed anche qui c’è un piccolo parallelismo con Spalletti, un ambiente psicologicamente densissimo, coinvolgente, senza avere nulla di autenticamente razionale da dire.
Anche qui il web aiuta a capire l’artista con la bella intervista che la RadioTelevisione Svizzera RSI ha prodotto su di lui negli ambienti di una delle sue gallerie di riferimento, la Buchmann di Agra, a Collina D’Oro, in Svizzera, a due passi da Ponte Tresa.
E’ davvero da vedere la Sala Carrol a Biumo, con animo sgombro e pronti all’emozione per qualcosa che sembra banale, ma non lo è affatto.

Artisti esposti nell’ambito della mostra:
“Robert Wilson for Villa Panza. Tales”
Fino al 15 ottobre 2017
Villa e Collezione Panza
Piazza Litta 1,  Varese
Orari: tutti i giorni tranne i lunedì non festivi, dalle 10 alle 18.

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Pubblicato il 09 gennaio 2017
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