Il “pianeta donna” esplorato dal cinema ai Molini Marzoli

Serata organizzata dalla rete antiviolenza territoriale con la presenza della regista Amalia Ignazi, della senatrice Bignami e del direttore del carcere Sorrentini

Giornata contro la violenza sulle donne 2015 Varese

La rete territoriale antiviolenza invita i cittadini ad una serata dedicata a “La libertà di essere donna”. Venerdì 20 gennaio la sala Tramogge dei Molini Marzoli di Busto Arsizio ospiterà una serata tutta dedicata a loro con la presentazione del progetto cinematografico e la fiction della regista Amalia Ignazi con “Il Dna femminile”.

La serata sarà introdotta dalla senatrice Laura Bignami e vedrà la presenza del criminologo e direttore della casa circondariale di Busto Arsizio, Orazio Sorrentini, e di due rappresentanti di centri antiviolenza della zona: Cinzia di Pilla di Eva Onlus e Lucia Castelli di Rete Rosa Onlus.

La serata, patrocinata dal Comune di Busto Arsizio, e voluta dall’Assessorato ai Servizi Sociali. Verrà presentato il progetto cinematografico e un caso di violenza sulle donne.

Il tema della fiction riguarda il cosiddetto “Pianeta Donna” parecchio esplorato da sempre, ma soprattutto in quest’ultimo periodo in cui si verificano frequenti casi di “femminicidio”.

Nove donne in difficoltà si raccontano in un gruppo di auto-aiuto: si parla di violenze psichiche e fisiche subite nell’infanzia dai genitori e poi in qualche caso anche dai mariti e dalla società in generale; se si pensa per esempio alla discriminazione negli ambienti di lavoro dove in molti casi, a parità di prestazioni, la retribuzione femminile è molto inferiore a quella maschile.

Sono vissuti tragici, toccanti e commoventi. Storie verosimili nate dall’esperienza psicoterapeutica della regista che ha curato anche la sceneggiatura: si parla infatti di psico-cinema.

Il progetto vuole evidenziare anche gli aspetti negativi delle donne: competitività dettata da invidia e mancanza di solidarietà; ma la caratteristica più deleterea è quella che contraddistingue le donne maschiliste, apparentemente paladine degli uomini, ma effettivamente dominatrici di quelli deboli e nemiche del genere femminile.

Il messaggio che si vuole trasmettere a tutte le donne è quello di non subire passivamente la violenza ma di farci aiutare dalle agenzie preposte a risolvere problemi di questo genere. Vogliamo affermare la necessità di equilibrio nei rapporti tra il genere maschile e quello femminile, senza prevaricazione e fondato sulla collaborazione e condivisione.

Inoltre ci proproniamo di coinvolgere qualche politico per sollecitare una legge contro la violenza fisica e psichica sulle donne che, in una società civile, non devono essere una specie protetta dall’istituzione di una “giornata” apposita o dalla legge sulle quote rosa in parlamento.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 12 gennaio 2017
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