Il sindaco: “Non serve chiudere la dogana di notte”

Ragazzi preoccupato per le ripercussioni sui cittadini che seguiranno alla decisione svizzera di bloccare l’ingresso dalle 22 alle 5. Una lettera al prefetto di Varese

141Tour Cremenaga

Inutile. E pericoloso. Chiudere la dogana di Ponte Cremenaga, provvedimento paventato dalle autorità svizzere per la prossima primavera, è una decisione sbagliata, secondo il sindaco di Cremenaga Domenico Rigazzi, che ha scritto al prefetto di Varese e per conoscenza anche a consiglieri regionali e amministratori del territorio.

Diverse le motivazioni espresse nella lettera, che vanno dalle problematiche viarie “croniche” di cui soffre la strada provinciale 61 – vedi frane, smottamenti ecc – , al tema interconnesso della sicurezza. In caso di frana, infatti “le ambulanze provenienti da Luino/Varese con la chiusura del valico di Cremenaga in caso di emergenza notturna non avrebbero nessuna possibilità di sbocco sul territorio comunale per soccorrere le persone che ne avessero necessità”.
Perché questa lettera al prefetto di Varese?

Tutto parte dalla rapina di Molinazzo avvenuta nel dicembre scorso, che comportò la chiusura della frontiera con la Svizzera e per la quale è avvenuto l’arresto in Francia dei presunti autori. Per Rigazzi questo «è la riprova che la collaborazione vale piú delle chiusure, in particolare dove vi sono delle interazioni forti e simbiotiche, come è, e dovrebbe essere ancora, nel nostro territorio a cavallo del confine».

«Vogliamo solo ricordare ai politici dirimpettai – continua il sindaco – , protagonisti di questa paradossale misura, che gli eventi di cronaca sul confine colpiscono tutti, ció che capita a due passi dalle nostre case ci coinvolge inevitabilmente. Per noi sapere di rapine e atti criminali, in area che appartiene al nostro quotidiano, è più preoccupante di chi vive a Lugano. Se la chiusura del valico fosse una misura opportuna e valevole, noi per primi l’avremmo sostenuta, ponderando tutte le variabili, come abbiamo fatto, indipendentemente dal lato della “ramina virtuale” che ne avrebbe maggiore vantaggio. Gli orari e le peculiarità della criminalità che ha agito in queste zone, smontano il teorema ticinese che porterà alla chiusura notturna del passaggio».

«La sicurezza – afferma Rigazzi – può e deve essere un obiettivo congiunto non avverso. Tanto meno la presunta tutela dovrebbe essere usata a propaganda; per tutti i cittadini italiani e svizzeri servono azioni concrete, con riscontri oggettivi. Chi e come valuteranno i risultati di questo progetto pilota ?
Nel nostro piccolo, abbiamo investito sulla video sorveglianza, in particolare sulla viabilità di accesso al territorio comunale, per tutelare il patrimonio e i cittadini.
Perché non integrare e collaborare invece di erigere barriere?».

Alla base della decisione svizzera di chiudere per sette mesi i valichi di Novazzano, Pedrinate e Ponte Cremenaga c’è mozione parlamentare nr. 14.3035  “Chiusura notturna dei valichi secondari tra Svizzera e Italia” presentata dalla consigliera nazionale Roberta Pantani, che secondo il sindaco Rigazzi «va contro i principi fondamentali della libera circolazione integrazione e collaborazione tra Stati».

«Sta di fatto che presso il valico di Ponte Cremenaga dalla parte Svizzera si stanno già predisponendo dei lavori, presumibilmente per la posa del cancello e la chiusura notturna del confine e credo personalmente che la decisione da parte del Consiglio Federale Svizzero sia già stata presa».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 30 gennaio 2017
Leggi i commenti

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.