In bici nei luoghi del terremoto per portare gli scaldacollo varesini

Sono arrivati nelle parti più fredde delle Marche terremotate gli scaldacollo, le sciarpe, i cappelli e le coperte realizzati da Varese in..maglia. Grazie a un progetto di "bici solidali"

Sono arrivati nelle parti più fredde delle Marche, con temperature sottozero, nei più dimenticati paesi del terremoto. Ma gli scaldacollo, delle sciarpe dei cappelli e delle coperte realizzati da Varese in..maglia sono arrivati “sani e salvi” agli abitanti di Pievebovigliana, paese delle Marche colpito dal terremoto.

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Jemo porta nelle marche gli scaldacollo di Varese 4 di 6

I manufatti sono delle instancabili associate a “Varese…in Maglia” capitanate da Tonia Calabrese: che, dopo avere spedito centinaia di cappellini e coperte per i bambini siriani, ha coordinato questa spedizione destinata ai terremotati del Centro Italia.

A effettuare materialmente la consegna dei dieci chili di coloratissimi accessori per riscaldarsi è stato però il biker Mauro Fumagalli, del progetto Jemo, un progetto solidale ideato e creato da MarcheBikeLife sulle strade delle Marche all’indomani del terremoto.

“Jemo!” in dialetto marchigiano significa “Andiamo!”: la ciclo-spedizione era composta da tre ciclo-reporter, due fotografi, un videomaker e due membri della logistica.

Per Varese in Maglia comincia un 2017 intensissimo, per progetti e collaborazioni. Per la prima segnalata, la realizzazione a favore della Carita varesina di 1500 quadrotti 30 per 30 per realizzare coperte che vanno concluse ottobre di quest’anno, l’associazione è alla ricerca di lana: chi ne avesse da fornire può contattarle su Facebook, alla loro pagina ufficiale “Varese in… maglia”.

di stefania.radman@varesenews.it
Pubblicato il 12 gennaio 2017
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