“Io, ex dipendente Sport Management, vi racconto come viene gestita la Manara”

Le differenze tra la gestione di Agesp e quella di Sport Management raccontate da chi ha lavorato per le società che hanno gestito la piscina comunale

Bpm Sport Management - An Brescia 8-8

La vicenda della fideiussione falsa è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. E’ per questo che un ex dipendente della Piscina Manara -che chiede di rimanere anonimo- ha deciso di raccontare tutto quello che ha visto in questi anni, da quando cioè la piscina è passata da Agesp alla Sport Management, un colosso che gestisce una quarantina di impianti in tutta Italia.

Il cambio gestione

Tutto inizia nel 2015, quando il nuovo gestore prende in mano le chiavi della struttura a partire dal 1° gennaio, portando grandi novità sia per i dipendenti che per i clienti. «Di fatto Agesp aveva già iniziato una stagione sportiva invernale e Sport Management è subentrata -racconta l’ex dipendente-. I clienti già iscritti ai corsi si sono trovati subito una bella sorpresa: dovevano ora pagare una quota di associazione annuale. Veniva descritta come una sorta di quota assicurativa in caso di infortuni presso la struttura o durante i corsi». Anche gli operatori si sono trovati davanti a parecchie differenze, a partire da quelle contrattuali.

Il modello organizzativo

Una situazione inusuale, che nelle settimane successive si è fatta ancora più strana, da quando cioè «agli assistenti bagnanti veniva chiesto di effettuare la pulizia anche del piano vasca». Una procedura che con Agesp era affidata ad una società esterna mentre ora «gli assistenti si ritrovavano a maneggiare macchinari e prodotti professionali chimici, per i quali non avevano ricevuto formazione». Con il passaggio di gestione «gli assistenti dovevano lucidare le scalette e le parti in acciaio e pulire il pianovasca con macchina lavasciuga» e fare tutto questo «durante la fase di sorveglianza balneare». In questo scenario «il collaboratore non si poteva rifiutare di eseguire tali operazioni» ma cosa sarebbe successo «se un cliente fosse annegato?».

Anche la scuola nuoto ha avuto rilevanti ripercussioni nel cambio gestione. Se da un lato «il gestore privato ha diminuito il numero degli istruttori presenti sul pianovasca, accorpando livelli e corsie e affidandole ad un unico istruttore» dall’altro molti «istruttori della vecchia Manara, vero fiore all’occhiello della struttura, subito o dopo pochi mesi hanno deciso di andarsene, lasciando la struttura in mano a personale senza esperienza». Molti dipendenti avevano espresso fin dall’inizio perplessità sull’arrivo del nuovo gestore al punto che dei 40 dipendenti di Agesp oggi ne he rimasto circa il 10%.

Il rapporto con la Pallanuoto

Una delle note più dolenti della nuova gestione è stata fin da subito il rapporto con la pallanuoto. La Sport Management ha infatti portato alla Manara la sua squadra di pallanuoto, un team di seria A che ha rivoluzionato la gestione delle vasche. «Il cliente della Manara di Agesp era abituato a poter nuotare ed allenarsi sulla vasca lunga, unico esempio della zona, ovvero una vasca da 50mt coperta» mentre ora «Sport Management ha portato sì a Busto Arsizio la squadra di serie A di pallanuoto, e la relativa carovana degli sponsor e delle dirette Rai, ma a causa delle continue partite e i continui allenamenti, il cliente della Manara difficilmente riesce a nuotare nella vasca da 50 metri».

E così «il più delle volte la vasca non è disponibile o disponibili sono con un numero di corsie limitate e con la lunghezza di 25mt (corsia da 50mt divisa a metà da una paratia)». Poche corsie a cui si sottraggono ulteriormente quelle riservate alle varie società sportive e così, spesso, il sovraffollamento è davvero problematico per chi vuole praticare il nuoto libero.

Un problema che nel tempo è stato sottolineato anche da molti lettori attraverso diverse lettere e lamentele nelle quali venivano segnalate anche questioni relative alle temperature più basse dell’acqua oltre alla cattiva manutenzione e pulizia di docce e armadietti. Tutte questioni che, nel tempo, hanno spinto molte persone a lasciare l’impianto di Busto Arsizio.

di marco.corso@varesenews.it
Pubblicato il 24 gennaio 2017
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Commenti

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  1. Scritto da lidia_tregnago

    Mi sembra una lamentela da italietta. Soprattutto quella del nuoto libero. Io nuoto quando voglio, la piscina è sempre aperta, quasi mai affollata. È quasi sempre in vasca lunga. Non ci sono altre piscine così in provincia di varese. E credo nemmeno a Milano. Ed è bello vedere il capitano della pallanuoto che passa lo spazzolone. A me piace tutto da quando è cambiata gestione.

  2. Scritto da MatGarla

    dissento da ciò che ha detto Lidia! non so a che ora vada Lei, ma allora di punta (quindi in settimana dopo lavoro dalle 17.30 alle 19) la gente è molta e alle volte le corsie (poche 4/5) sono sovraffollate e con i nuotatori mal distribuiti secondo la velocità della loro nuotata (i cartelli con l’indicazione delle velocità del nuoto non sono molto utili o seguiti). i 50m a quell’ora sono un miraggio visto che in metà vasca ci sono gli allenamenti di pallanuoto, sincro, agonismo e le altre corsie occupate da vari corsi. Poi il fatto del sempre aperta è relativo! diciamo che ti devi adeguare a quando è aperta la piscina visitando quotidianamente il sito per chiusure non previste (per esempio sabato è chiusa al pomeriggio).

  3. Scritto da marinsig

    Concordo sulla drastica riduzione della qualità del servizio. Sono utente della Manara da molti anni, e ho vissuto il passaggio a Sport Management. La prima conseguenza è stato l’addio di molti istruttori qualificati a fronte di un sensibile decurtamento del loro compenso. Contemporaneamente è diminuita anche l’attenzione alla manutenzione, così mi è capitato di vedere macchinari fuori uso per settimane prima che venissero riparati, rubinetteria delle docce malfunzionanti o incomplete, e preparazione degli istruttori di sala in calo continuo, soprattutto da quando, la scorsa primavera è cambiato il reponsabile di sala, che ha attuato un cambio di organico che allo stato dei fatti non trova giustificazione.