La festa per i migranti fa esplodere l’odio xenofobo su Facebook

La notizia della manifestazione organizzata per sabato 4 febbraio al Museo del Tessile sta scatenando reazioni contrastanti su una delle tante pagine dedicate a Busto Arsizio

Rifugiati migranti
Rifugiati migranti

La pagina è ironica ma i commenti lo sono un po’ meno. Fanno rabbrividire, e non poco, i pensieri senza filtro da parte di alcuni iscritti alla pagina “Molliamo tutto e andiamo a vivere a Busto Arsizio” ad un post nel quale si addita il consigliere comunale Massimo Brugnone per aver dato spazio ad una manifestazione che si svolgerà il 4 febbraio al Museo del Tessile dal titolo “C’è Busto per te”, organizzata dal coordinamento di associazioni “Bust’Occhi aperti sul mondo”.

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Foto varie

«Il 4 febbraio porterò più benzina» – scrive Mattia. «Ma si ripete il falò della Gioeubia?» – commenta sarcastico Stefano. «Posso portarmi la doppietta?» – scrive Gabriele. Questi i commenti più forti al post in cui l’amministratore della pagina presenta l’iniziativa che riportiamo in versione integrale

Questo simpatico ragazzo ( consigliere comunale) il 4 febbraio organizzerà un incontro tra cittadini bustocchi e clandestini presso il museo del tessile per uno scambio culturale. Miraccomando ,bisogna raccogliere del cash per i migranti ( che i soldi per scommettere alla Snai sono finiti) e per le cooperative ( che sono tanto buone e care)
PS: Vorrei sapere chi ha avuto la brillante idea di eleggere questa persona come consigliere comunale.

Così scrive uno degli amministratori della pagina che è nata con un intento satirico ma che spesso e volentieri fa trasparire intolleranza nei confronti degli stranieri e, in particolare, nei confronti dei richiedenti asilo di via dei Mille.

«Purtroppo i social network sono anche questo – commenta amaro Brugnone, protagonista suo malgrado – . Chi non dovrebbe avere spazio, e parliamo di una esigua minoranza, ha trovato un modo per esprimere i peggiori sentimenti ma è anche per questo che si organizzano iniziative come quella del 4 febbraio al Museo del Tessile. C’è un lavoro enorme da fare a Busto Arsizio, soprattutto dal punto di vista culturale, e il sottoscritto non ha intenzione di tirarsi indietro».

D’altra parte a Busto Arsizio questo tipo di pensieri trovano cittadinanza da sempre. Ricordiamo la partita amichevole Pro Patria-Milan sospesa per gli ululati di una parte della tifoseria ai giocatori di colore della squadra meneghina, i raduni e le feste organizzate dal gruppo di skinhead bustocchi, le braccia tese dell’ex-consigliere comunale Checco Lattuada per citare gli episodi che più hanno fatto discutere l’opinione pubblica.

 

 

di orlando.mastrillo@varesenews.it
Pubblicato il 30 gennaio 2017
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Commenti

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  1. Castegnatese ora Insu
    Scritto da Castegnatese ora Insu

    non è vero che da un momento all’altro sono diventati tutti nazisti, xenofobi ecc ecc ecc….semplicemente la gente è stufa…si fa fatica a capirlo ?

    1. Scritto da tomas_miglierina

      Stufa di cosa, mi scusi?

      1. Gianfredo Ruggiero
        Scritto da Gianfredo Ruggiero

        Ma quali profughi… ma li vedete che sono tutti giovani e pimpanti. Le donne i bambini vanno sicuramente accolti nel migliore dei modi, ma questi giovincelli… quando c’è stata la guerra civile in Italia i giovani di allora non sono fuggiti in Svizzera, sono rimasti a combattere per la loro patria, chi con il fazzoletto rosso e chi con la camicia nera. Questi qui invece…e dobbiamo pure mantenerli. Pensiamo ai nostri terremotati che vivono nelle roulotte al freddo…
        Gianfredo

        1. Scritto da Felice

          Quindi giustifica le frasi sopra riportate (benzina, fuoco e fucile) solo perché questi non hanno l’aspetto di deportati di Auschwitz?
          Si ricordi, il lessico violento alla lunga genera e giustifica la violenza. Anche la più brutale.
          I comportamenti di gente che non vive giornalmente di proclami sul social network solitamente sono quelli che alla lunga affrontano e sistemano i problemi.

          Collegandosi con l’articolo di qualche giorno fa: italiani, leoni da tastiera verso quello più comodo da insultare per poi ritrarre la coda tra le gambe appena vengono minacciati da qualcuno più vicino ai loro interessi personali, mafioso, politico o imprenditore chicchessia.

          E prima che passi a darmi dell’ennesimo sinistrorso (ormai insulto diventato di moda quando non ci sono argomentazioni valide) voglio informarla che anch’io non approvo la attuale gestione della immigrazione che sembra fare sottobanco degli interessi sporchi ma non per questo mi sento autorizzare a scrivere di bruciare la gente sulle pire di legna quando vedo qualcosa di buono in mezzo a questo marasma di gestione.