La minoranza e il referendum sul progetto “Natura e sport”

I capigruppo di opposizione Minonzio e Trevisan: "Quello che è accaduto lunedì durante il consiglio comunale merita una spiegazione più approfondita di quella offerta dal sindaco Bertuletti"

Gazzada Schianno
Foto generiche del paese Gazzada Schianno

Riceviamo e pubblichiamo

Quello che è accaduto lunedì durante il consiglio comunale merita una spiegazione più approfondita di quella offerta dal sindaco Bertuletti visto che non era mai accaduto nella nostra storia che un provvedimento della Giunta non venisse approvato dalla sua stessa Maggioranza.

A parer nostro il Sindaco ha compiuto errori politici gravissimi. Come dimostrano le sue dichiarazioni su “La Provincia” del 5/1, ha tentato di assumersi il merito di dare voce al popolo di Gazzada-Schianno nonostante fossimo stati proprio noi della Minoranza ad aver compiuto una diffusa raccolta firme (quasi 700!) per una consultazione referendaria su tale progetto. A tal proposito il Sindaco Bertuletti, non contenta, ha riferito della mancata trascrizione da parte nostra delle carte d’identità dei firmatari. Falso! La verità è che mancava un regolamento in materia referendaria che proprio noi abbiamo sollecitato di approvare!

Durante il consiglio comunale, prima il sindaco ha accusato di ipocrisia e incoerenza la minoranza perché non aveva portato a termine l’iniziativa referendaria e dopo ha ribadito la sua volontà di dar voce alla comunità e di essere l’unica garante della democrazia, tralasciando però un fatto importantissimo, ossia che nel frattempo la regione Lombardia aveva scartato (ripetiamo scar-ta-to!) il finanziamento di questo progetto! Questo spiega perché per noi della minoranza la questione era rientrata, visto che non facciamo opposizione fine a se stessa.

Nonostante le perplessità, abbiamo comunque accolto la sua iniziativa perché siamo rimasti fermi sulla necessità che il popolo di Gazzada-Schianno possa esprimersi in tal senso. Purtroppo in un modo imperturbabile il Sindaco ha voluto imporre un quesito referendario che si limitasse ad un sì o ad un no generico, giustificando così la nostra opposizione. Noi minoranza di contro abbiamo proposto un quesito referendario non soltanto sul destino del progetto in questione, ma anche sulla possibilità di modificare il P.G.T. – Piano di Governo del Territorio così da poter mettere la parola fine all’intera faccenda. La nostra richiesta è volta a riportare le aree dei Terzaghi/Motocross e degli attuali campi sportivi alla loro storica destinazione agricola l’una e per attività sportive le altre.

Quindi il patatrac finale: la Maggioranza si divide e la proposta del Sindaco e della sua Giunta miseramente abortisce! Ma non solo, adesso il Sindaco, vedi La Prealpina dell’11/1/17, accusa quei consiglieri della Maggioranza che hanno avuto il coraggio di non riconoscersi nel suo agire politico oscuro e contraddittorio. E poi sempre il Sindaco, seppellito qualunque proposito democratico, ha deciso di andare avanti nel suo disgraziato e ridicolo progetto.

Noi dell’opposizione, però, non abbiamo nessuna intenzione di arrenderci e faremo quanto è possibile per proporre al Consiglio Comunale entro la fine del mese una serie di osservazioni migliorative del P.G.T. di Gazzada-Schianno. A quel punto starà alla Maggioranza decidere se discuterne lasciando liberi i propri consiglieri di esprimersi liberamente. Se le nostre osservazioni non verranno accettate, cercheremo fra la gente la forza per proseguire in questa battaglia in difesa dell’ambiente perché noi siamo numericamente minoritari in Consiglio comunale ma uniti in questa battaglia rappresentiamo la stragrande maggioranza dell’elettorato ed è nostro dovere e diritto fare ricorso direttamente ai cittadini su questioni così importanti.

I Capigruppo di opposizione
Benedetta Minonzio e Paolo Trevisan

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 13 gennaio 2017
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