La Quiete: poche ore all’ora X, il comune si impegna con i lavoratori

Nella serata dell'8 scatta l'assemblea permanente, mentre nella mattina di lunedì 9 lo sfratto diventerà esecutivo

la quiete clinica casa di cura

Tra poche ore scocca l’ora X per la Quiete, la storica casa di cura varesina in difficoltà finanziarie: in attesa di conoscere le intenzioni e le reali capacità finanziarie della OSA ( la cooperativa del Lazio Operatori sanitari associati) che si è proposta di rilevare la struttura, medici, infermieri, tecnici e personale amministrativo hanno deciso un’assemblea permanente da domenica 8 gennaio alle 21.00. Mentre nella mattina di lunedì 9 lo sfratto diventerà esecutivo.

Una situazione estrema, giunta a quello che sembra un punto di non ritorno: per questo Sindaco, presidente del consiglio Comunale e Rappresentanti delle forze politiche sedute in consiglio a Varese hanno stilato un comunicato congiunto, affermando che «Il Consiglio comunale ed il sindaco si impegnano a supportare concretamente nell’ambito delle proprie competenze tutte le iniziative dei lavoratori della struttura a salvaguardia di quella che, pur essendo un’azienda formalmente privata, rappresenta per le ragioni elencate un’importante patrimonio a servizio della città. Qui sotto, il comunicato integrale

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La Quiete è un’azienda varesina che si occupa di sanità, con sessanta dipendenti.

Dopo anni di vicende giudiziarie, il Tribunale di Varese ha reso esecutivo lo sfratto dei locali, ora locati, per il 9 gennaio, ciò comporterebbe per l’azienda la perdita dell’esistente attività, in quanto perderebbe l’accreditamento per l’attività ambulatoriale e l’autorizzazione per la degenza. Se ciò dovesse avvenire, per riattivare la struttura bisognerà ripercorrere l’intero iter: prima per l’autorizzazione, poi per l’accreditamento e quindi per mettere a contratto le prestazioni con il Sistema Sanitario Regionale Lombardo.

La nuova legge regionale 23/2015, che ridisegna il SSR, all’art. 20 conferisce, ai sindaci dei Comuni compresi nel territorio delle ATS, la formulazione di proposte per l’organizzazione territoriale dell’attività sociosanitaria e socioassistenziale, permettendo loro di partecipare alla definizione dei piani sociosanitari territoriali all’interno delle varie cabine di regia, e di promuovere l’integrazione delle prestazioni sociali con le prestazioni sanitarie.

E’ un dato di fatto che l’ASST Sette Laghi può, per la sua organizzazione, solo rispondere al bisogno dell’emergenza, dell’urgenza e dell’acuto, ma nello stesso tempo è chiamato a garantire la continuità di presa in carico della persona nel proprio contesto di vita, anche attraverso articolazioni organizzative di reti e modelli integrati tra ospedale e territorio.

Per questo vediamo nella Quiete un nodo del sistema, per poter rispondere ai cittadini varesini che necessitano di una continuità di cura. E’ competenza della Regione decidere con che modalità , a noi il compito di far emergere il bisogno dei cittadini varesini, costretti a delle soluzioni disagiate, spesso lontane dal proprio contesto abitativo.
Fermo quanto sopra, nel manifestare grande preoccupazione per l’impatto che la chiusura della Quiete avrebbe sui sessanta lavoratori e le loro famiglie, il Consiglio comunale ed il sindaco si impegnano a supportare concretamente nell’ambito delle proprie competenze tutte le iniziative dei lavoratori della struttura a salvaguardia di quella che, pur essendo un’azienda formalmente privata, rappresenta per le ragioni elencate un’importante patrimonio a servizio della città.

Il Sindaco del Comune di Varese
Davide Galimberti

Il Presidente del Consiglio Comunale
Stefano Malerba

Le forze presenti in Consiglio Comunale

Partito Democratico – Luca Conte
Lista Galimberti – Tommaso Piatti
Varese 2.0 – Valerio Crugnola
Progetto Concittadino- Enzo LaForgia
Lista Orrigoni – Paolo Orrigoni
Lega Nord -Marco Pinti
Forza Italia – Simone Longhini

di stefania.radman@varesenews.it
Pubblicato il 07 gennaio 2017
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