La shoah raccontata in aeroporto per “intercettare gli indifferenti”

Una mostra per ricordare la Shoah è stata inaugurata a Malpensa: "vogliamo raggiungere un pubblico il più vasto possibile e spingerlo a riflettere"

La shoah ricordata in aeroporto

Non è una mostra per addetti ai lavori o esperti sul tema, è una mostra nata per «raggiungere un pubblico il più vasto possibile e spingerlo a riflettere». Lo mette subito in chiaro Davide Romano, rappresentante della comunità ebraica di Milano, mentre viene inaugurata ufficialmente a Malpensa la mostra dedicata alla shoah: “27 Gennaio: Memorie di una Storia fatta di Storie”

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«Non è mai stata fatta una cosa del genere in un aeroporto -racconta- ma farlo in un posto come questo è molto importante perchè ci permette di raggiungere un pubblico più vasto». La mostra curata da Andrea Bienati è stata allestita nella hall della stazione del Terminal 1 con l’intenzione di «intercettare gli indifferenti» quelle persone che passano da quel posto pensando ad altro ma che magari «passeranno qualche minuto qui per informarsi perchè -ricorda Bienati- non esiste il dovere della memoria ma esiste il dovere di documentarsi».

Un allestimento che punta molto sul valore delle parole attraverso immagini e brevissimi testi per offrire spunti di riflessione sulla quotidianità che portò a dividere il mondo in uguali e “diversi”, incolpando questi ultimi per il fatto di esistere, o di pensare, o di disobbedire a ordini criminali. Immagini di vita quotidiana, rappresentata da testi di legge, da documenti che riguardavano la propaganda razzista nella vita quotidiana e da oggetti dei deportati “parleranno” ai viaggiatori di una realtà lontana nel tempo, che nell’indifferenza generale iniziò a “consumare” l’idea di Uomo.

Ed è proprio il tema del viaggio uno dei protagonisti dell’allestimento. Sul pavimento della stazione, infatti, è stato riprodotto il perimetro di uno di quei vagoni che hanno portato verso i campi di concentramento milioni di persone. «132 persone con il mio cognome non sono mai uscite da quei campi -racconta emozionato Pietro Modiano, presidente di Sea- e quindi dobbiamo portare avanti questa battaglia della memoria per le generazioni future, anche con questo piccolo avamposto contro l’indifferenza».

di marco.corso@varesenews.it
Pubblicato il 25 gennaio 2017
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