“Lasciaci un po’ della tua eredità”, la campagna Aism fa discutere

Una lettrice racconta di aver ricevuto dall'associazione che si occupa di ricerca contro la sclerosi multipla indirizzata alle persone anziane: "Delusa da queste modalità"

aism eredità
Foto varie

Le eredità sono l’ultima frontiera delle campagne a sostegno delle associazioni che si occupano di ricerca. A giudicare dal volantino ricevuto da una signora di Varese tra queste c’è anche l’Aism che ha lanciato una campagna dal titolo “C’è qualcosa di grande che puoi lasciare in eredità”, indirizzata alle persone anziane.

Sul frontespizio della brochure, infatti, compare la foto di una nonna che abbraccia una nipote mentre nelle pagine interne vengono segnalati i modi per lasciare in eredità all’associazione che si occupa di malattie neurodegenerative, una parte dei propri averi prima di lasciare questa valle di lacrime.

Il tutto è accompagnato da una lettera in cui si racconta la storia di una bambina di 8 anni e della difficoltà di convivere con la sclerosi multipla ad un ‘età così precoce. Di seguito la riflessione della nostra lettrice Chiara Vedani che ci ha segnalato

Egregio Direttore,

Premetto di avere un parente stretto che convive con una malattia degenerativa e di aver partecipato attivamente nella raccolta fondi per la ricerca tramite lotterie o durante le campagne nazionali due volte l anno ma mi ha lasciato indignata la lettera ricevuta per posta, che vi allego per conoscenza, da parte di questa associazione. Sulla busta c è una nonna che stringe una nipotina con scritto: “C’è qualcosa di grande che puoi lasciare in eredità…”.

Nella lettera si richiede di fare testamento e lasciare un lascito a questa associazione con tutte le spiegazioni a riguardo per tutelarsi di fronte ad eventuali reclami dei familiari…. La lettera ha il patrocinio del consiglio nazionale del notariato.
Ecco io trovo questa lettera veramente disgustosa e nonostante la malattia abbia colpito la mia famiglia: ebbene si. Sono una persona egoista: io lascerò i miei beni ai miei figli! Anche se il messaggio subliminale è questo: la malattia è ereditaria… vuoi lasciare beni ai figli o alla ricerca che potrà salvare i tuoi figli… lascia in eredità la salute ai tuoi figli…

Insomma mi sembra un po’ un ricatto alla Vanna Marchi: perché l ho ricevuta io questa lettera? Perché ci sono dentro! Lavoriamo sulla paura sulla sofferenza…

Sinceramente se non avessi avuto familiari coinvolti magari ci si pensava da soli a fare della beneficenza seria senza inviti, sinceramente quando chiedevo soldi in giro alla gente per questa associazione pensavo per promuovere una ricerca scientifica… ( a parte che i nuovi farmaci vengono tutti dall america) non pensavo che i fondi venissero spesi per la ricerca di testamenti.

Grazie per l attenzione , buon lavoro. Saluti

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 18 gennaio 2017
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Commenti

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  1. Scritto da frenand

    fino ad oggi era una collaudata tecnica applicata dalla chiesa cattolica, quest’ultima ora troverà della concorrenza

  2. Scritto da carlo_colombo

    Non mi pare proprio una campagna così disgustosa. La signora non dovrebbe prenderla come un’offesa personale; ci sono tantissime persone che non hanno parenti prossimi che, grazie a queste “campagne”, possono aiutare associazioni che aiutano il prossimo in diverse forme.