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“Le opere da stralciare nel progetto ex Lazzaroni”

La lista Uboldo Civica ha presentato le osservazioni per il progetto che vedrà nascere una struttura commerciale nell'area oggi in disuso

141tour Uboldo: i luoghi
Tutti i luoghi visitati durante la tappa del 141tour ad Uboldo

La lista Uboldo Civica ha presentato le osservazioni per il progetto che vedrà nascere una struttura commerciale nell’area oggi in disuso:

Il 30 dicembre 2016 Uboldo Civica ha presentato le proprie osservazioni al piano attuativo ex Lazzaroni. Prima di entrare nel merito, vogliamo cogliere l’occasione per replicare all’accusa, mossa più volte dal Sindaco Guzzetti, secondo cui la destinazione produttiva dell’area sarebbe fallita. Ammesso e non concesso il fallimento, l’Amministrazione Guzzetti e la Società proprietaria dell’area ne sono quanto meno corresponsabili. Da una parte, l’Amministrazione non ha mai creduto nella destinazione produttiva e non si è impegnata per realizzare quella previsione.

Dall’altra, appare chiaro che la società ha legittimamente puntato a realizzare una struttura commerciale, ospitando comunque delle attività produttive (logistica e Casaforte) in attesa di una amministrazione accondiscendente. Così a partire dal 2010, non appena l’Amministrazione di Uboldo al Centro ha avviato la revisione del P.G.T., la società ha concentrato i propri “sforzi… nella realizzazione del progetto immobiliare volto alla realizza[zione] commerciale no-food nell’area ex Lazzaroni sita nel comune di Uboldo”. Non lo diciamo noi, ma è scritto nero su bianco nella nota integrativa al bilancio 2015 di Aries 2000.

Nelle osservazioni abbiamo sottolineato come la nostra zona sia ormai satura di centri commerciali, facendo riferimento ad uno studio di Confcommercio Legnano che censisce al 2013 in una zona in gran parte coincidente col potenziale bacino di gravitazione commerciale dell’area ex Lazzaroni 13 Grandi Strutture di Vendita presenti o autorizzate, raggiungibili in un tempo che va dai 4 minuti ai 20 minuti massimo (citiamo, a titolo di esempio, i Grandi Magazzini Bossi a Gerenzano, Auchan e Blum Garden a Rescaldina, Bricoman a Caronno Pertusella).

La realizzazione di ulteriori strutture commerciali nell’area ex Lazzaroni genererà certamente un incremento del traffico nella zona ed in particolare sulla direttiva Saronno-Busto Arsizio e all’incrocio fra questa e la direttiva Varese-Milano, con conseguente aumento dell’inquinamento atmosferico e acustico. Contribuirà, inoltre, al processo di “saturazione commerciale”, rafforzando il fenomeno del “collasso” degli esercizi commerciali di vicinato collocati nei Comuni della zona, in particolare nei centri storici. Infatti, alcune delle strutture già esistenti nella zona operano proprio negli stessi settori merceologici (bricolage, mobilio, garden) che dovrebbe ospitare l’area ex Lazzaroni, settori ai quali appartengono anche alcuni piccoli esercizi commerciali di Uboldo (e dei paesi limitrofi). Lo stesso discorso vale per l’attività di ristorazione che sarà collocala nel parcheggio di via Muratori.

Manca inoltre, una vera analisi sull’impatto netto sull’occupazione e sul tessuto commerciale esistente, dove questi elementi critici, a nostro avviso, dovrebbero essere tenuti in considerazione.

Entrando nello specifico del progetto, ci siamo concentrati su due delle opere di urbanizzazione previste, che la società attuatrice si impegna a realizzare, ma utilizzando parte degli oneri di urbanizzazione, cioè risorse pubbliche. Per quanto riguarda la sistemazione viabilistica del tratto di via IV novembre adiacente all’area ex Lazzaroni e di via Muratori, con la realizzazione di una rotonda fra le due (500.000 euro ca.), riteniamo che non debbano essere realizzate a spese degli uboldesi, ma che la società attuatrice debba finanziarle direttamente con risorse proprie. Esse, infatti, sono direttamente funzionali e a servizio delle nuove strutture commerciali, senza le quali non sarebbero necessarie.

Per quanto riguarda la realizzazione di un peduncolo fra via Pascoli e la rotonda all’uscita dell’autostrada già esistente (340.000 euro ca.), l’opera dovrebbe essere stralciata. Riteniamo che non sia prioritaria per il paese e che comporterebbe un aumento del traffico, dell’inquinamento acustico e di quello atmosferico in una via residenziale assolutamente inadeguata a supportare il flusso veicolare in uscita dall’autostrada.

Le risorse liberate dalla cancellazione o dal diverso finanziamento di queste opere ammonterebbero a quasi 800.000 euro e sarebbero nuovamente a disposizione del Comune per opere di interesse generale, che almeno in parte dovrebbero essere selezionate con il contributo della cittadinanza attraverso processi di partecipazione alle decisioni.

di manuel.sgarella@varesenews.it
Pubblicato il 13 gennaio 2017
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