Lido Schiranna chiuso, Forza Italia denuncia un flop

Il Lido rimarrà chiuso fino al nuovo bando, Carlotta Calemme ne chiede conto all'amministratore Minonzio

consiglio comunale varese 2016

Riceviamo e pubblichiamo

In questi sei mesi, quasi sette, di amministrazione Galimberti, troppe volte abbiamo sentito che Varese sarebbe ripartita, ripartita davvero.
Già troppe volte però abbiamo dovuto assistere,più che alle partenze sperate e promesse, STOP che più di una volta ci hanno lasciato senza parole.

Il 2017 per l’amministrazione Galimberti parte con un grosso errore e sgarbo nei confronti dei cittadini che,ancora una volta,dovranno pagare per gli errori commessi a causa dell’incapacità a governare dei soggetti protagonisti.
Complice del Sindaco Galimberti e della sua Giunta il neo-nominato amministratore unico di Aspem Reti Alfonso Minonzio,responsabili dell’abbandono della struttura situa alla Schiranna,il Lido di Varese,dal 2009 affidata alla società partecipata del Comune.

Il 30 dicembre 2016 è infatti terminata, da contratto, la gestione che ha seguito il Lido di Varese per il triennio 2014-2016.
La precedente amministrazione, con lungimiranza, nel giugno 2016 pubblicava un bando (identico a quello pubblicato nel 2014) atto ad individuare quella che sarebbe stata la nuova gestione a partire dal 1 gennaio 2017; questo veniva fatto per dare continuità alla struttura e garantire un servizio ai cittadini che, non solo in estate,ma anche in inverno usufruivano del bar offerto dalla struttura per riposarsi dopo una passeggiata sulla pista ciclabile o per passare pomeriggi in compagnia.

L’amministratore unico Minonzio, per motivi, ai più, ignoti decide in seguito al suo insediamento di revocare il bando pubblicato da chi amministrava prima di lui.
Sicuramente un’azione lecita, che è però divenuta scorretta nei confronti dei cittadini ed ha dimostrato l’incapacità ad amministrare del nuovo amministratore unico nel momento in cui ha pubblicato il nuovo bando il giorno 30 dicembre 2016,  dichiarando in tal modo l’abbandono della struttura per i mesi che precederanno l’individuazione del nuovo gestore , struttura su cui il centrodestra in passato ha deciso di investire.

Chiediamo dunque all’amministatore unico Minonzio come intenda riparare ai danni causati al Comune di Varese e ai cittadini tutti, non mettendo a disposizione la struttura e apportando un non indifferente danno economico dovuto alla mancanza degli introiti (canoni di locazione) che sarebbero derivati dall’apertura di questi mesi invernali e che non saranno percepiti dal comune fino a data da definirsi.

Possibile che l’amministratore unico di Aspem Reti non abbia pensato alla possibilità di prorogare il contratto al vecchio gestore fino alla prossima attribuzione?
Può un amministratore pubblico commettere un così grande errore a discapito dei cittadini?

E può il sindaco di una città come Varese, coadiuvato dalla sua Giunta, permettere che sia commesso uno sgarbo così grande ed un ‘azione così irrispettosa nei confronti di quelli che dovrebbero essere i suoi cittadini?
Chi riparerà il danno causato ad Aspem Reti da queste scelte?

Me lo chiedono i cittadini e me lo chiedo io da cittadina e da consigliere comunale e non so rispondermi altro che è giusto avere stima e rispetto per le persone che riconoscono e ammettono i propri limiti, ma no, non è questo il caso!

Attendo dunque risposta dai responsabili di quanto accaduto in questi primi giorni di un 2017 ricco di buoni propositi,sperando che la situazione possa essere risolta quanto prima e con la massima serietà nell’interesse della città di Varese.

Carlotta Calemme – Consigliere Comunale di Varese

di roberto.rotondo@varesenews.it
Pubblicato il 17 gennaio 2017
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Commenti

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  1. Scritto da Felice

    Sperare così tanto in una ripartenza e denunciare l’ennesimo e presunto rallentamento fa avallare una cosa che in teoria, nei vostri panni, non dovrebbe essere così pubblicizzata.
    Quale?
    Che Varese era veramente catatonica, ferma, fossilizzata. E mica lo dicono quelli dell’opposizione. Lo affermano tutti anche chi ha co-governato per 23 anni.
    Non male la dichiarazione di fallimento.