Memoria, la città ricorda Arpad Weisz

Torna domani il trofeo dedicato all’allenatore ungherese che guidò Inter e Bologna

Avarie
Foto varie

Una sfida tra le selezioni giovanili under 16 di Milan, Inter e Bologna per ricordare sul proprio terreno preferito l’allenatore ungherese di origine ebraica, Arpad Weisz.

In occasione della Giornata della Memoria, torna domani per la sua quarta edizione il Trofeo Arpad Weisz, patrocinato dai comuni di Milano e Bologna, all’interno di un intero pomeriggio all’Arena civica Gianni Brera, puntellato di iniziative e raccontato in diretta da Radio Popolare, organizzato nell’ambito della piattaforma ‘Milano è memoria’ che Palazzo Marino ha voluto realizzare per diffondere il valore del ricordo negli spazi cittadini e lungo il corso dell’anno.

Il programma della giornata, molto fitto, parte alle 15 con il calcio di inizio sul campo, mentre alle 17 presso la Sala Appiani andrà in scena il racconto ‘Shoah’, drammatico epistolario tra due tedeschi di origine ebraica alla fine degli anni ‘30, di Roberto Cajafa. Alle 18:30, l’assessore allo Sport del Comune di Milano, Roberta Guaineri, premierà i vincitori del torneo; a tutti i giocatori verrà consegnata una maglietta commemorativa realizzata dalla Cooperativa sociale Accaparlante di Bologna. Alle 18:45 occhi di nuovo puntati sul campo per la sfida tra rappresentative di rifugiati a Milano, del Comune di Milano, della Camera del Lavoro di Milano, della Camera del Lavoro di Bologna e di Radio Popolare; a conclusione, alle 19:30 in Sala Appiani, Matteo Marani racconta Weisz ‘Dallo scudetto a Auschwitz’. Per tutta la giornata, sempre in Sala Appiani, sarà esposta una copia originale de ‘Il manuale del calcio’ del 1930, di Arpad Weisz. All’iniziativa parteciperanno anche UISP, Comunità ebraica di Bologna, Comunità ebraica di Milano, W il calcio Bologna e W il calcio Milano.

Arpad Weisz ungherese di origine ebraica, fu un grande allenatore degli anni ’30, guidò sia l’Inter sia il Bologna e fu capace di totalizzare tre scudetti e una coppa internazionale, elaborando metodi innovativi e rivoluzionari di allenamento e di schemi tattici, al punto da diventare una celebrità nella sua epoca. Un personaggio popolarissimo, spazzato via dalle leggi razziali del fascismo prima e poi dallo sterminio nazista; Weisz, infatti, fuggì dall’Italia nel 1938 per trovare rifugio in Olanda dove però le SS lo arrestarono, insieme a tutta la famiglia, nel 1942. Morì ad Auschwitz nel 1944. Caduto nell’oblio per quasi sessant’anni, solamente nel gennaio 2009, su iniziativa del Comune di Bologna è arrivata la prima commemorazione ufficiale con l’apposizione di una targa a lui dedicata sotto la torre di Maratona nello Stadio Dall’Ara. Il 27 gennaio 2012, un’altra targa è stata posta a San Siro. Dal 2013, grazie all’impegno dei comuni di Milano e Bologna e di W il Calcio, è nato un torneo a lui dedicato che viene disputato alternativamente a Milano e Bologna.

di andrea.camurani@varesenews.it
Pubblicato il 25 gennaio 2017
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