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“Mi sono iscritto all’università a 65 anni”

Pietro Ernesto Malgarini si è iscritto all'università dopo essere andato in pensione e trascorre le sue giornate in aula studio

Pietro Ernesto Malgarini

«Mai arrendersi». Lo dice con la pipa in bocca, stringendo tra le mani gli appunti di teoretica. Pietro Ernesto Magarini ha 66 anni ed è al secondo anno di università. E’ iscritto alla facoltà di filosofia, con indirizzo umanistico e quattro volte alla settimana siede tra i banchi di Via Festa del Perdono.

«Era una cosa che volevo fare da tempo. Quando sono andato in pensione mi sono diplomato e poi ho deciso di iscrivermi all’Università» quando lo incontriamo  alla sala letture del comune di Besozzo dove passa i pomeriggi a studiare. Nativo di Gavirate, è sposato da 37 anni, ha una figlia e ha lavorato fin da ragazzino alla Whirlpool di Cassinetta. La sua passione sono le poesie, ne scrive dal 1994.

«Ho iniziato a 14 anni come operaio, poi sono diventato impiegato». Dopo anni di volontariato in diverse realtà ha deciso di realizzare un sogno: «Mi sono diplomato a 62 anni al Liceo socio-psico-pedagogico, poi ho continuato a studiare. La filosofia mi è sempre piaciuta e mi permette di allargare i miei orizzonti, di capire l’umanità che mi circonda».

La media dei voti è buona, anche se confessa di aver odiato l’esame di filosofia medievale, «ho preso 21, la stanchezza a volte gioca brutti scherzi». Per la laurea c’è tempo, intanto vive questa esperienza universitaria in modo positivo: «Quando sono arrivato in Statale mi sono reso conto che non ero sono l’unico “anziano” a frequentare il corso. Con i professori, così con i ragazzi più giovani si è creato un bel rapporto, c’è rispetto ed è bello scambiarsi gli appunti o i numeri di telefono per tenersi informati sugli esami».

Piero Ernesto nella sua vita è sempre stato in mezzo alla gente: «Ho fatto il volontario all’Osservatorio Astronomico del Campo dei Fiori con Furia che ricordo con grande piacere, poi nel mondo del sociale. Prima di iscrivermi a filosofia ho frequentato dei corsi di teologia e frequentato caffè letterari. Sono stato impegnato anche in politica, a Besozzo, ai tempi di Marvelli». Una vita sempre in movimento: «Un uomo deve sempre lavorare e avere uno scopo preciso nel lavoro che fa. Credo che la mia sia una generazione che può ancora dare parecchio ai giovani». E se gli si chiede come ricorda il suo primo esame all’università: «Con emozione, ero agitato come succede a chiunque». 

di adelia.brigo@varesenews.it
Pubblicato il 13 gennaio 2017
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