Micalessin racconta “il medio Oriente tra guerre e coraggio”

L'inviato del Giornale ospite della Fondazione San Giacomo

Gian Micalessin

Giovedì 26 gennaio alla Fondazione San Giacomo di Busto Arsizio, alle ore 21.15, primo appuntamento pubblico del 2017: dopo oltre un anno di assenza, sul palco dell’Auditorium della Fondazione (piazza XXV Aprile, 1) ritorna ad essere protagonista il reporter di guerra Gian Micalessin che interverrà in un incontro intitolato “Il mondo del Medio Oriente, tra guerre e coraggio. La responsabilità dell’Europa, di Trump, di Putin e di Papa Francesco»” La serata, aperta a tutti e a ingresso gratuito, sarà introdotta da Monica Giani, presidente della Fondazione San Giacomo.

Ancora una volta di ritorno dal Medio Oriente, Gian Micalessin, da oltre 30 anni giornalista professionista e scrittore, porterà la sua testimonianza diretta, vissuta durante l’ultimo anno, facendo vedere alcuni reportage recentemente girati proprio in prima persona in uno dei territori più caldi di questo inizio millennio del medio oriente: l’Iraq.

«Lo scorso anno, in una serata affollatissima, Micalessin aveva colpito veramente nel cuore tutte le persone venute a sentirlo –  ricorda Monica Giani, presidente Fondazione San Giacomo – e siamo certi che anche quest’anno ci offrirà numerosi spunti e chiavi di lettura su quel che di più atroce sta proseguendo in Medio Oriente: la guerra. Quella guerra che, come dice Papa Francesco, “noi non [la] vediamo: si avvicina a noi qualche atto di terrorismo, ci spaventiamo e questo è brutto. Ma questo non ha niente a che fare con quello che succede in quei Paesi, in quelle terre dove giorno e notte le bombe cadono e cadono, cadono, e uccidono bambini, anziani, uomini, donne: tutto!”. Ecco, Micalessin ci porterà dentro alla guerra. Dentro al brutto della guerra ma facendoci vedere, attraverso i suoi filmati, anche il coraggio di chi resiste per amore alla libertà e alla verità. E, da fine lettore della realtà, Micalessin ci aprirà la porta a quel che pensano della guerra in Medio Oriente, e quel che probabilmente faranno in futuro, l’Europa, Putin e il nuovo presidente americano Trump».

«Oltre a sviluppare il tema della serata, a Busto Arsizio cercherò di trovare il tempo per raccontare anche tanto altro – anticipa il relatore della serata Gian Micalessin, che lo si può seguire anche su Facebook e su Twitter  – a partire da quel che accade quotidianamente dietro le sbarre delle carceri italiane, ovvero il fenomeno della radicalizzazione e le prediche di alcuni cattivi maestri che rischiano d’influenzare le menti degli 11mila detenuti provenienti da Paesi di religione musulmana».

Toccherà infine proprio al presidente della Fondazione San Giacomo, la dott.ssa Giani, portare al centro della riflessione della serata il pensiero e la grande preoccupazione che ha Papa Francesco proprio sulla guerra. Il Santo Padre che solo pochi mesi fa, in una omelia a Santa Marta, ha affermato con lo stile chiaro e diretto che consociamo che «Non possiamo chiudere l’orecchio al grido di dolore di questi fratelli e sorelle nostri che soffrono per la guerra. La guerra è lontana? No, è vicinissima! Perché la guerra tocca tutti, anche la guerra incomincia nel cuore: per questo dobbiamo pregare per la pace chiedendo che il Signore ci dia pace nel cuore, ci tolga ogni voglia di avidità, di cupidigia, di lotta. Che il nostro cuore sia un cuore di uomo o di donna di pace. Pronto ad andare oltre le divisioni delle religioni – tutti, tutti, tutti! – perché tutti siamo figli di Dio».

Nota biografica del relatore

Gian Micalessin

Nato a Trieste nel 1960 è giornalista professionista dal 1990. Lavora come inviato di guerra dal 1983 quando fonda l’Albatross Press Agency e inizia la propria carriera seguendo i mujaheddin afghani in lotta con l’Armata Rossa sovietica.

Da allora ha raccontato più di 30 conflitti dall’Afghanistan all’Iraq, alla Libia e alla Siria passando per le guerre della Ex Jugoslavia, del Sud Est asiatico, dell’Africa e dell’America centrale.
Oltre agli articoli per “Il  Giornale”, per cui scrive dal 1988, ha collaborato per le più importanti testate nazionali ed internazionali (Panorama, Corriere della Sera, Liberation, Der Spiegel, El Mundo, L’Express, Far Eastern Economic Review).

Nel 2012 è in Siria dove torna più volte nel 2013 e nel 2014 per seguire la guerra civile, la persecuzione dei Cristiani e l’avanzata dello Stato Islamico. Nel settembre 2013 è l’unico giornalista ad entrare nel monastero di Santa  Tecla a Maaloula assediato dai ribelli jihadisti incontrando le suore che verranno poi rapite. Nel 2014 racconta il dramma di Aleppo e degli altri territori circondati dallo Stato Islamico.

Gian Micalessin è anche un documentarista ed un autore televisivo. I suoi reportage e documentari sono  stati  trasmessi dai più  importanti network nazionali ed internazionali (Cbs, Nbc, Channel  4, France 2, Tf1, Ndr, Tsi, Canale 5, Rai 1, Rai2, Mtv, RaiNews 24).

Ha raccontato la crisi siriana per “Rai News 24” e “Terra” (Rete4). Nel 2011  vince il “Premio Ilaria Alpi” per il miglior documentario con un film prodotto da Mtv  sulla rivolta dei giovani di Bengasi in Libia. Nel 2013 vince il premio giornalistico “Enzo Baldoni” della Provincia di Milano.

È autore del libro “Gli occhi della guerra”, mentre per Boroli Editore ha dato alle stampe “Hezbollah, il partito di Dio, del terrore e del welfare” (2006), “Afghanistan, ultima trincea” (2009) e “Pakistan, il Santuario di Al Qaida” (2010). Con Cairo Editore ha pubblicato “Afghanistan solo andata” (2012).

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 24 gennaio 2017
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