Poker d’assi per Varese. Caja: “Grande vittoria”

Il coach felice: "Successo meritato, grande cuore e applicazione". Pagelle: Johnson è il migliore, ma brillano anche Ferrero, Maynor e Anosike

attilio caja basket
Pallacanestro Varese 2016 2017

Finalmente Attilio Caja! Il coach pavese raccoglie anche in campionato i frutti del suo lavoro e nella sala stampa del PalaMaggiò festeggia un successo convincente degli uomini a sua disposizione.
«E’ stata una grande vittoria: siamo molto contenti perché è stata una partita in cui abbiamo messo grande cuore in campo, spirito di sacrificio e grande difesa. Dovevamo controllare il ritmo e alcuni aspetti della partita e in questo i ragazzi sono stati perfetti; abbiamo anche avuto buone situazioni in attacco dove siamo andati a cercare i giocatori giusti nelle situazioni giuste. Questo ci ha permesso di avere un controllo costante sulla partita, e solo per qualche errore in attacco non siamo riusciti a chiuderla prima».
I parziali sfavorevoli ai biancorossi sono stati arginati nel modo migliore, prosegue Caja: «La mia squadra è stata brava e lucida anche quando Caserta si è rifatta sotto pericolosamente nel terzo quarto. Adesso però – avvisa il coach – dobbiamo continuare a lavorare sodo perché ogni partita può essere quella decisiva. Finalmente siamo riusciti a muovere la classifica: ci eravamo andati vicino altre volte, con Torino e Sassari, però la vittoria di questa stasera cambia tutto».

P A G E L L E

JOHNSON 8 (IL MIGLIORE) – Il titolo MVP è assegnato, oltre che da noi, dai lettori della nostra #direttaVN e non potrebbe essere altrimenti. Nique stavolta è tutt’altro che discontinuo: la guardia colpisce a ripetizione tanto all’inizio quanto alla fine, trovando anche canestri quando nessuno riusciva a muovere il punteggio. 26 punti con 9/15 dal campo: dominio.

ANOSIKE 7,5 – Nella serata e nel luogo dove si ricordava la figura di Charles Shackleford, vera e propria icona del rimbalzo, il pivot varesino conquista un incredibile bottino di carambole: 21. Roba da matti anche per uno specialista come il nigeriano: non a caso quando lui è in panchina Varese soffre sotto il tabellone. Anche 10 punti, compresa la schiacciata (assist clamoroso di Maynor) che vale mezza vittoria a un minuto dalla fine.

MAYNOR 7 – Prendete una bilancia, mettete sul piatto le forzature e la nulla propensione difensiva e su quell’altro i tanti punti segnati (21) e le scelte in alcuni dei momenti chiave della partita. Il piatto più pesante è senza dubbio quello positivo, anche perché quando Caja cerca alternative (Avramovic e in parte Cavaliero) è sempre costretto a riaffidarsi all’americano. Altre volte è crollato, stasera risale sul trono.

AVRAMOVIC 5 – Riesce a collezionare tre scelte offensive da mani nei capelli nel giro di pochi minuti, proprio quando – con Maynor in debito di ossigeno – ci sarebbe bisogno di lui. Avra lavora tantissimo, ora lo deve fare anche sul piano della continuità.

PELLE 5 (IL PEGGIORE) – Forse, in assoluto, Kangur fa peggio di lui, ma è incredibile come Norvel dopo tante partite in stagione riesca ancora a rovinarsi con le proprie mani nel giro di pochi minuti. Falli spesi a caso, rimbalzi in cui si fa sorprendere e via dicendo. Poi, un paio di stoppate allucinanti, ma da sole non bastano.

CAVALIERO 5 – In campo a dare respiro ai titolari, senza però mai rendersi davvero pericoloso in attacco. In difesa vivacchia, ma non è un fattore.

KANGUR 5 – Contro Sassari aveva messo insieme una gran partita, che sembrava potesse valere una rinascita. Invece a Caserta torna in grande difficoltà: mai decisivo in retroguardia, solo “sponda” in attacco. E quando ha un contropiede da chiudere si fa stoppare da un Putney che corre e salta il doppio.

FERRERO 7,5 – “Numero quattro” titolare non solo per decisione di Caja ma anche per il fatturato sul campo. L’ala tuttofare segna 15 punti, dà fiducia ai compagni dalla lunetta (dove in molti avevano singhiozzato), spende falli per pura generosità, è sempre in campo quando Varese vola.

EYENGA 5 – La seconda punta d’attacco della squadra (la prima fino a quando è arrivato Nique Johnson) chiude la partita con 1/13 al tiro, 0/9 da due. E parliamo di un giocatore che quasi sempre scocca la conclusione da un’altezza vicina al ferro. Tante forzature, tante scelte rivedibili, tanta confusione e poca fiducia. Urge una sterzata.

di damiano.franzetti@varesenews.it
Pubblicato il 29 gennaio 2017
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