«Puntiamo sulla Comunità Montana per sviluppare il territorio»

Il sindaco di Brenta propone una maggior attenzione al territorio sfruttando le potenzialità turistiche e ambientali. "Un nuovo ente non serve"

Amministrative 2016, i volti dei sindaci
Gianpietro Ballardin, Brenta

Qualche giorno fa l’ex presidente del consiglio comunale di Luino, Alessandro Franzetti, fece sulle colonne di Varesenews la proposta di ragionare intorno all’ipotesi di un maxi comune da diverse migliaia di abitanti, Luino compreso, per contare di più sui tavoli della politica. Pubblichiamo la risposta del sindaco di Brenta Gianpietro Ballardin che ritorna sul tema.

Non vorrei che l’ex presidente del Consiglio Comunale di Luino Alessandro Franzetti voglia scoprire una cosa che già esiste da tempo ma non si ha il coraggio e la voglia di farla funzionare anche perché il primo fautore di questa mancata intesa unitaria è proprio il comune di Luino che sembra non accorgersi della presenza di un ente sovracomunale e teoricamente di interesse generale quale è la Comunità Montana delle Valli del Verbano.

In pratica questo ente è utile solo quando risponde ai desiderata del comune di Luino e diventa scomodo o subordinato quando si fanno i patti regionali per lo sviluppo delle valli prealpine portando le risorse erogate alla cifra di 3 milioni di euro annui, per un totale di 9 milioni nel triennio 2017-2019.

Ma questo non era un elemento che riguardava i compiti che unitariamente dovevano essere portati avanti dalla Comunità Montana delle Valli del Verbano? E non dai singoli accordi politici di Pellicini e Casali ai quali ricordo che i comuni del territorio comunitario sono 32 e non 14 come dice Franzetti.

In troppe ed inascoltate occasioni ho avuto modo di dire, di scrivere, di comunicare la preoccupazione per una grave situazione che sta vivendo il nostro territorio, quello che compone la Comunità Montana delle Valli del Verbano che si compone di 32 Comuni di media/piccola dimensione e di circa 30 mila ettari, (circa 290 kilometri quadrati), dei quali quasi due terzi sono interessati da superficie forestale.
Di una condizione abitativa che vede una permanenza stanziale di circa 80.000 abitanti che crescono notevolmente durante il periodo delle vacanze annuali utilizzando in forma estremamente ridotta le enormi potenzialità turistiche ed ambientali del territorio.

Da tempo indico una proposta che possa dare speranza e rilanciare l’economia del territorio attraverso l’utilizzo delle potenzialità, delle competenze e delle risorse offerte dalla nostra condizione che oggi, alla luce dei gravi fatti che succedono con preoccupante frequenza, l’ultima vicenda, una delle tante in ordine di conoscenza, riguarda le maestranze della Mascioni, vedono una grave sofferenza.

La situazione attuale, in particolare nel nostro territorio, risente di una condizione di difficoltà crescente in quanto il tasso di disoccupazione in provincia di Varese è passato da 2,5 % del 2007 al 8,5% nel 2015 con circa 23.500 uomini e 12.500 donne mentre il tasso di disoccupazione giovanile è del 39%.
In questo contesto la grave situazione occupazionale del territorio comunitario, vede un incremento preoccupante dello stato di crisi, un aumento dei provvedimenti di cassa integrazione, mobilità, trattamenti di disoccupazione, la necessità di interventi urgenti a sostegno dell’occupazione per i lavoratori licenziati da imprese che occupano anche meno di 15 dipendenti.
• Il progressivo spopolamento nei comuni più isolati che viene solo parzialmente attenuato dall’insediamento di nuovi residenti stranieri nelle aree di fondovalle;
Un numero dei residenti di età superiore ai 65 anni in costante aumento rispetto a quelli con età inferiore a 14 anni, soprattutto nei paesi situati a monte, con valori che tendono a diminuire nei paesi di fondovalle, dove la qualità della vita è agevolata da una maggiore efficienza di servizi alla popolazione;
Un progressivo abbandono delle “terre alte” e una sostanziale insensibilità verso i temi della prevenzione idrogeologica e paesaggistica, comportanti un progressivo accentuarsi del degrado idrogeologico;
Dicevo prima che i Comuni della Comunità Montana delle Valli sono 32 e occupano un totale di oltre 30 mila ettari di territorio, dei quali quasi due terzi sono interessati da superficie forestale.
Questa condizione territoriale è elemento di grande potenzialità per lo sviluppo di una politica turistica ambientale attraverso una visione condivisa e sostenibile del futuro economico/produttivo del territorio.
A questo scopo è necessario che si definiscano urgentemente un insieme di azioni strategiche che si indirizzino al coinvolgimento tutti i soggetti, che a vario titolo sono presenti sul territorio.

Tutto questo allo scopo di rivitalizzare il sistema imprenditoriale locale per creare le basi di una nuova occupazione.
Si considera in questo percorso Il turismo sostenibile, legato all’ambiente rurale, quale asse portante dello sviluppo territoriale, ottenibile attraverso un azione integrata tra le attività agricole, quelle forestali e i servizi offerti al turista.
Il turismo è una risorsa importante dell’economia nazionale e le statistiche sviluppate nei diversi anni dall’Istat illustrano la capacità di attrazione e di accoglienza del nostro Paese, caratterizzato da una ricchezza, in termini di varietà e di estensione, di aree costiere e montane.

In questo ambito pongo alla vostra evidenza, tra i fattori positivi, come anche l’attività agrituristica abbia registrato in Italia nel corso dell’ultimo quinquennio, una straordinaria crescita, rilevandosi tra le più dinamiche realtà imprenditoriali nel settore dell’ospitalità alberghiera ed extralberghiera.
Le imprese possono svolgere, in questo contesto, un ruolo di non poco rilievo e la competitività delle imprese agricole e l’offerta alberghiera anche nelle sue forme più innovative ed economiche possono essere il volano di rilancio in chiave di sviluppo sostenibile.

Abbiamo in questo sintetico dato, quello appena descritto, una situazione di enorme potenzialità determinata dalla presenza di laghi, di importanti aree montane e collinari, di una condizione faunistica importante per l’esercizio delle attività di osservazione degli animali nel loro ambiente naturale, di percorsi ciclo pedonali, che vanno certamente completati e migliorati nella loro fruibilità, ma potenzialmente in grado di concorrere alla realizzazione di un piano attrattivo che possa stimolare una condizione di presenza territoriale e… molto altro ancora…

È arrivata l’ora che ognuno faccia la sua parte, perché qui non stiamo parlando solo del nostro importante passato, della nostra gloriosa storia, delle nostre bellissime tradizioni; qui stiamo parlando del nostro futuro, delle prospettive della gente, della tutela e dello sviluppo del nostro territorio.
Su questo tema non vi sono scusanti per nessuno, non devono esistere timori e men che meno paure di esercitare un ruolo che altrimenti pagheremo quale alto prezzo di una nostra incapacità storica e generazionale.

Dobbiamo necessariamente superare la logica delle differenze e, su un tema così rilevante quale è lo sviluppo del nostro territorio, saper costruire un progetto che superi la nostra condizione e si proietti in una visione progettuale del futuro.

Dobbiamo saper fare sistema e non dividerci in una condizione di appartenenza che vede il grande comune di Luino nella sua importanza debole rispetto ad un progetto ed una visione di insieme che potrebbe riguardare una popolazione superiore agli 80.000 abitanti ed un territorio,(la Comunità Montana delle Valli del Verbano), che può ridare speranza e prospettiva ad una popolazione che oggi soffre di personalismi in una incapace azione unitaria della politica amministrativa.

Gianpietro Ballardin
Sindaco di Brenta

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 05 gennaio 2017
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