Racconti, foto e parole per il Giorno della Memoria

La ricorrenza, introdotta nel 2000 per ricordare le vittime dell'olocausto ebraico

Avarie
Foto varie

L’ANPI (l’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia) di Luino commemora anche quest’anno, con diverse iniziative il “Giorno della Memoria”.

Com’è noto il 27 gennaio 1945 i soldati dell’Armata Rossa abbattevano i cancelli di Auschwitz e liberavano i prigionieri sopravvissuti allo sterminio del campo nazista.

Le truppe sovietiche, entrando nel campo di Auschwitz-Birkenau, scoprirono e svelarono al mondo intero il più atroce orrore della storia dell’umanità: la Shoah. Dalla fine degli anni ’30 al 1945 in Europa furono deportati e uccisi circa sei milioni di ebrei.

Con una legge del 20 luglio 2000, la Repubblica italiana ha istituito il Giorno della Memoria e nel primo articolo riconosce il 27 gennaio come data simbolica per “ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte.

Ecco le date delle iniziative:

Lunedì 23 gennaio, alle ore 14,30, presso le scuole medie di Maccagno, conferenza sulla Shoah di Ester De Tomasi, Presidente provinciale dell’Anpi.

Venerdì 27 gennaio, alle ore 9.00, all’Aula Magna dell’Isis Città di Luino – Carlo Volontè, in via Lugano, 24 , inaugurazione della mostra fotografica del nostro iscritto Enzo Baccheschi “Ricordare per non dimenticare”. La mostra, patrocinata dal Comune di Luino, dal Liceo Vittorio Sereni e dall’Isis Città di Luino – Carlo Volontè, potrà essere visitata sino al 3 febbraio 2017. Orari dal lunedì al venerdì dalle ore 9.00 alle 15.00.

Sempre venerdì 27 gennaio e sempre patrocinata dal Comune di Luino, segnatamente dall’assessore alla Cultura Piermarcello Castelli, alle ore 10,30 al Teatro Sociale di Luino, spettacolo per gli studenti delle scuole luinesi con Andrea Buffa, dal titolo: “I morti sbagliati”.

Lo spettacolo è costituito da due atti unici di teatro di narrazione: “La Foto – il salto più lungo della storia” che racconta dell’incontro, alle Olimpiadi di Berlino del 1936, e dell’amicizia tra il tedesco Luz Long e l’americano Jessy Owens e “Io sono Petr Ginz”, adolescente ebreo morto ad Auschwitz.

Ed in ossequio alla legge italiana del 20 luglio 2000 che nel secondo comma ricorda “… coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati”, l’Anpi di Luino, che ha per Statuto il compito di commemorare fatti e persone della Resistenza ed onorare la loro memoria, vuol ricordare ai cittadini luinesi la splendida e poco conosciuta figura di don Emilio Lazzarini di Luino, parroco di Pino Lago Maggiore durante la guerra e lo fa pubblicando ciò che scrive don Giovanni Barbareschi nel libro “Memoria di sacerdoti ‘Ribelli per amore”, Milano, 1986, alle pagine 231 -232.

Ecco il testo:

“LAZZARINI don EMILIO, nato a Luino (Va) il 22 dicembre 1896. Ordinato sacerdote a Milano il 25 maggio 1929. Negli anni 1943 – 1945 Parroco di Pino Lago Maggiore (Va). Morto a Pino Lago Maggiore (Va) il 16 novembre 1947.

Pino sul Lago Maggiore, un piccolo paese di centosettanta anime al confine con la Svizzera. Dal 1931 è Parroco don Emilio Lazzarini.
Come altri Parroci della zona o di altre zone di confine, anche don Emilio, dopo l’8 settembre ’43, con rischio personale ospita nella sua casa, protegge e aiuta molti Ebrei, molti ricercati politici, molti renitenti alla leva repubblichina.
La caserma delle SS è a pochi passi dalla chiesa, ma nonostante questo pericolo, don Emilio nasconde gli Ebrei fuggiaschi e i ricercati proprio nei locali della parrocchia, nel solaio della sacrestia e anche ….. nel cavo dell’organo della chiesa.
Quando una persona ricercata è nascosta, per un suo intervento, nel solaio di una casa amica e deve rimanere per venti giorni in attesa di un possibile passaggio in Svizzera, è don Emilio che al mattino presto, ogni giorno, insieme all’Eucaristia le porta quanto è necessario per vivere. A chi fa osservare che avrebbe potuto mandare qualcun altro, risponde di voler agire personalmente, perché, vuole che nessuno, al suo posto, corra rischi ……
Correre questi rischi è stato per don Emilio il pane quotidiano dal ’43 al ’45, è stata la testimonianza della sua carità sacerdotale. E il suo popolo ha dimostrato di capire il valore di questa testimonianza e di quell’amore che sapeva rischiare.
Due anni dopo, don Emilio muore e viene sepolto tra la sua gente. C’erano tutti, proprio tutti, a quel funerale ……”

Sulla figura di don Emilio Lazzarini l’Anpi di Luino sta svolgendo ricerche ed interviste che verranno in seguito pubblicate

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 23 gennaio 2017
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