Rendere i vaccini obbligatori? La Lombardia è contraria

L'intesa raggiunta tra il Ministro Lorenzin e le regioni non piace alla Lombardia che ribadisce: " Noi preferiamo rendere le persone consapevoli"

Vaccinazioni
Vaccinazioni

La Lombardia non ci sta a rendere le vaccinazioni obbligatorie. L’intenzione di arrivare a una legge nazionale che leghi l’iscrizione a scuola all’adesione al piano vaccinale è stato criticato dall’assessore al Welfare lombardo Giulio Gallera: «Regione Lombardia non è assolutamente d’accordo perché riteniamo che gli obblighi non producono l’effetto di radicare nei cittadini la consapevolezza dell’utilità dei vaccini».

L’accordo è stato raggiunto durante l’incontro tra il ministro della Salute Beatrice Lorenzin e gli assessori delle Regioni e delle Province autonome per la verifica e l’avvio del nuovo Piano nazionale della prevenzione vaccinale 2017-19.

In Italia Toscana ed Emilia Romagna hanno già adottato direttive per rendere obbligatorie le vaccinazioni e in questa direzione si stanno muovendo anche altre regioni. Su questo modello si vorrebbe costruire una legge nazionale d’intesa con il Ministero dell’Istruzione per evitare legislazioni “ a macchia di leopardo”. Tra gli obiettivi c’è anche l’avvio di una anagrafe vaccinale per tenere monitorate le condizioni vaccinali di tutti i residenti.

«La posizione della Regione Lombardia – ha aggiunto l’assessore – non è quella di rendere obbligatori i vaccini ma quella di rendere i cittadini consapevoli che la scelta di vaccinarsi è quella più giusta per la propria salute. Per Regione Lombardia vaccinare è l’unica scelta per tutelare la salute individuale e della comunità, per questo offriamo un piano vaccinale che si è arricchito negli anni e mettiamo in campo una comunicazione capillare che punta ad una maggiore consapevolezza».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 27 gennaio 2017
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