Ruggito a Caserta, l’Openjobmetis non è più ultima

Anosike è un gigante a rimbalzo (21), Johnson e Maynor segnano a ripetizione: prima vittoria in campionato per la gestione Caja mentre Pesaro e Cremona perdono in casa

Openjobmetis - Usak

Varese spezza la serie nera in campionato e dopo cinque sconfitte di fila torna a festeggiare due punti pesantissimi in ottica salvezza. La Openjobmetis sbanca Caserta, regala a Caja il primo successo in Serie A dal suo ritorno e approfitta delle sconfitte interne di Pesaro e Cremona (con Torino e Trento) per agguantare i marchigiani e lasciare la Vanoli da sola sul fondo della classifica.

Successo davvero d’oro quello dei biancorossi, che avevano dato corposi segni di ripresa con Torino e Sassari senza però muovere la graduatoria, e che invece erano naufragati in Germania nell’ultima giornata di coppa. La squadra vista al PalaMaggiò però è la versione buona, grazie soprattutto a prove maiuscole di quattro uomini che meritano più degli altri gli applausi: poker composto da Anosike (21 rimbalzi!), Johnson, Maynor e Ferrero, autori dei punti che hanno abbattuto a più riprese le resistenze bianconere. Il quartetto ha anche spesso nascosto le mancanze dei compagni, molti insufficienti, e traghettato l’intera Openjobmetis al traguardo di una gara quindi imperfetta, ma condotta in porto con pieno merito.

Già, perché Varese ha guidato nel punteggio per quasi tutti i 40′, ha saputo soffrire ma anche ripartire e mettere alle corde una Pasta Reggia arginata nelle sue bocche da fuoco principali: i punti di Sosa (22) vanno soppesati al netto di errori e forzature, quelli di Watt sono giunti senza continuità e forse il solo Putney è riuscito a decollare più spesso del previsto. Merito della difesa di Caja, talvolta spruzzata di zona, che è stato collante anche nei momenti più difficili, in particolare all’inizio dell’ultimo quarto quando nessuno era più in grado di fare canestro. Da lì in poi Varese, che prima a tratti aveva attaccato molto bene, ha trovato i classici canestri al momento giusto: non tantissimi, ma fondamentali per costringere la Juve a forzare, a esagerare, a sbagliare. E a perdere.

COLPO D’OCCHIO – “Shack Shack Shackleford” è il coro che si alza all’interno del PalaMaggiò subito prima dell’inizio della partita e subito dopo il minuto di silenzio dedicato al pivot della Caserta che vinse lo scudetto nel 1991. Buona partecipazione di pubblico per il match con Varese, presenti anche alcuni tifosi ospiti con “vicinanza” confermata tra le due curve.

PALLA A DUE – Attilio Caja conferma Ferrero in quintetto base lasciando Kangur pronto a partire dalla panchina; in regia è duello Sosa-Maynor (Bulleri è disponibile ma praticamente non giocherà) mentre tra i titolari di Dell’Agnello c’è anche il grande ex Kuba Diawara. Dalla panca di casa si alza anche un altro ex, Linton Johnson, appena firmato dai bianconeri: non inciderà.

LA PARTITA – Un paio di lampi biancorossi in avvio – Ferrero e Johnson – lasciano spazio per un istante ai padroni di casa, che sfruttano un 2+1 di Sosa e allungano fino al 15-7. Varese però è pronta al controbreak che non solo permette di pareggiare ma anche di sfruttare la rincorsa e chiudere avanti 21-28 la prima frazione, con Maynor che si aggiunge ai due compagni a livello realizzativo.
Al rientro, con Caserta che talvolta fatica di più quando Sosa accentra il gioco, la OJM tocca anche i dieci di vantaggio. Putney accorcia, ma le triple in tandem di Maynor e Johnson regalano il massimo margine a Varese (+11) che tuttavia nel finale accusa un passaggio a vuoto e permette alla Reggia di tornare a un passo (43-47).
I 5′ dopo l’intervallo sono i più difficili: Varese muove il punteggio ma i padroni di casa lo fanno a ritmo doppio. Arrivano così il sorpasso e l’allungo di Caserta che trova il +4, anche se un lampo (unico) di Eyenga da 3 punti e un canestro simile di Maynor rimettono subito in pista la squadra di Caja. Che, come nel quarto di avvio, sfrutta l’abbrivio con Johnson e si riporta davanti all’ultima pausa (62-66).

IL FINALE – A questo punto, dopo un’altra bomba di Nique, entrambe le rivali soffrono di “braccino”: per 5′ si vedono solo errori e palle perse, e chiaramente Varese trae vantaggio dalla situazione perché vede il traguardo più vicino. Quando però Caserta si sveglia in attacco e si schiera a zona in difesa la partita è completamente riaperta: due magie di Maynor non bastano perché Sosa spinge i suoi sino al -1 (75-76) ed elimina per falli Ferrero. Eyenga rischia grosso, segnando un solo libero (su 3) ma poco dopo un assist fantastico di Maynor ad Anosike dà il +4 a Varese che beneficia anche del replay per avere una rimessa importante a favore. A questo punto tocca a Johnson andare in lunetta, e con lui la partita è in cassaforte (80-86).

PASTA REGGIA CASERTA – OPENJOBMETIS VARESE 80-86 (21-28, 43-47; 62-66)

CASERTA: Sosa 22 (6-14, 2-8), Bostic 10 (2-4 da 3), Diawara 3 (1-2, 0-6), Puntney 20 (3-8, 4-6), Watt 12 (5-7, 0-1); Cinciarini 6 (2-3, 0-2), Gaddefors 3 (1-1 da 3), Giuri 4 (1-1, 0-3), L. Johnson (0-1). Ne: Riccio, Ventrone, Cefarelli. All. Dell’Agnello.
VARESE: Maynor 21 (5-12, 2-6), D. Johnson 26 (5-7, 4-8), Eyenga 7 (0-9, 1-4), Ferrero 15 (1-2, 2-5), Anosike 10 (4-6); Avramovic 3 (1-1), Pelle 4 (1-3), Bulleri, Cavaliero (0-2), Kangur (0-1). Ne: Devita, Canavesi.
ARBITRI: Mazzoni, Vicino, Calbucci.
NOTE. Da 2: C 18-36, V 17-43. Da 3: C 9-31, V 9-23. Tl: C 17-23, V 25-35. Rimbalzi: C 36 (10 off., Diawara, Watt 7), V 42 (8 off., Anosike 21). Assist: C 12 (Sosa 6), V 5 (Eyenga 2). Perse: C 12 (5 con 2), V 14 (Johnson, Avramovic 3). Recuperate C 11 (Watt 3), V 5 (Anosike 2). Usc. 5 falli: Pelle, Ferrero, Watt. F. tecnico: Watt e Anosike (22.19).

di damiano.franzetti@varesenews.it
Pubblicato il 29 gennaio 2017
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