Spuntano due bombe partigiane dalla ristrutturazione di un muro

Sorpresa in un'abitazione del centro storico del paese. I due ordigni sono spuntati da un'intercapedine nel muro. Per il sindaco Bianchi si tratterebbe di bombe nascoste da partigiani

bombe morazzone
Due ordigni risalenti alla Seconda Guerra Mondiale sono stati ritrovati da un muratore all'opera su un muro all'interno di un'abitazione di via XXVI Agosto, nella curt di Ruena

Due bombe a mano sono spuntate dall’intercapedine di un muro crollato durante una ristrutturazione all’interno di un garage di via XXVI Agosto a Morazzone. La sorprendente scoperta ha fatto sobbalzare il proprietario dell’abitazione Silvio Manco e il muratore che stava operando, Ferruccio Vedovato.

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Bombe a mano in una casa 4 di 6

«Stavo togliendo l’intonaco dalla parete e all’improvviso sono crollati alcuni mattoni – racconta l’operaio – tra quei mattoni abbiamo visto queste due bombe a mano e abbiamo immediatamente attivato i carabinieri che sono arrivati sul posto». I militari sono giunti sul posto con il comandante della Compagnia di Saronno Pietro Laghezza e a loro volta hanno attivato gli artificieri.

Secondo il sindaco di Morazzone «è giusto condividere con la nostra comunità un casuale rinvenimento storico: oggi durante lavori di manutenzione di un box nel centro storico del paese, in una intercapedine di un vecchio muro, sono state trovate due bombe a mano risalenti al periodo di Salò (’43-’45)» – ha scritto Matteo Bianchi su Facebook.

Il primo cittadino ha anche effettuato una prima rapida ricerca sugli ordigni: «Da una prima ricerca, le stesse non sono di produzione tedesca o italiana, quindi sono sicuramente afferenti alle attività partigiane del tempo. Essendo stato il territorio della nostra provincia abbastanza fedele al regime fino alla caduta, sono da classificarsi come bombe a mano nascoste da oppositori dei nazifascisti. Il luogo di rinvenimento -ai tempi- era un portico aperto, le quali intercapedini venivano, evidentemente, utilizzate per depositare armi clandestine. Da una casualità, si mette un ulteriore tassello alla storia locale» – ha concluso Bianchi.

di orlando.mastrillo@varesenews.it
Pubblicato il 18 gennaio 2017
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