“Tra guerre e coraggio”: Micalessin ospite della Fondazione S. Giacomo

Giovedì 26 gennaio incontro con Gian Micalessin giornalista, scrittore e reporter di guerra, di ritorno dall'Irak

Gian Micalessin

Giovedì 26 gennaio alla Fondazione San Giacomo di Busto Arsizio, alle ore 21.15, primo appuntamento pubblico del 2017. Dopo oltre un anno di assenza, sul palco dell’Auditorium della Fondazione (piazza XXV Aprile, 1) ritorna ad essere protagonista il reporter di guerra Gian Micalessin che interverrà in un incontro intitolato «Il mondo del Medio Oriente, tra guerre e coraggio. La responsabilità dell’Europa, di Trump, di Putin e di Papa Francesco». La serata, aperta a tutti e a ingresso gratuito, sarà introdotta da Monica Giani, presidente della Fondazione San Giacomo.

Gian Micalessin, da oltre 30 anni giornalista professionista e scrittore, porterà la sua testimonianza diretta, vissuta durante l’ultimo anno, facendo vedere alcuni reportage recentemente girati proprio in prima persona in uno dei territori più caldi di questo inizio millennio del medio oriente: l’Irak.

«Oltre a sviluppare il tema della serata, a Busto Arsizio cercherò di trovare il tempo per raccontare anche tanto altro – anticipa il relatore della serata Gian Micalessin, che lo si può seguire anche su Facebook gian.micalessin e su Twitter @gianmicalessin – a partire da quel che accade quotidianamente dietro le sbarre delle carceri italiane, ovvero il fenomeno della radicalizzazione e le prediche di alcuni cattivi maestri che rischiano d’influenzare le menti degli 11mila detenuti provenienti da Paesi di religione musulmana».

Toccherà infine proprio al presidente della Fondazione San Giacomo, la dott.ssa Giani, portare al centro della riflessione della serata il pensiero e la grande preoccupazione che ha Papa Francesco proprio sulla guerra. Il Santo Padre che solo pochi mesi fa, in una omelia a Santa Marta, ha affermato con lo stile chiaro e diretto che consociamo che «Non possiamo chiudere l’orecchio al grido di dolore di questi fratelli e sorelle nostri che soffrono per la guerra. La guerra è lontana? No, è vicinissima! Perché la guerra tocca tutti, anche la guerra incomincia nel cuore: per questo dobbiamo pregare per la pace chiedendo che il Signore ci dia pace nel cuore, ci tolga ogni voglia di avidità, di cupidigia, di lotta. Che il nostro cuore sia un cuore di uomo o di donna di pace. Pronto ad andare oltre le divisioni delle religioni – tutti, tutti, tutti! – perché tutti siamo figli di Dio».

Ingresso libero

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 24 gennaio 2017
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