Tre pietre per ricordare i fratelli Levy, deportati da Tradate

Le "Pietre d'inciampo" dell'artista tedesco Gunter Demnig fanno parte di un progetto europeo e saranno posizionate il 19 gennaio davanti Villa Truffini

Pietre d'Inciampo
personaggi, eventi, luoghi di Tradate

Tre pietre per ricordare Enzo Levy, Egle Segre Levy e Eva Maria, arrestati il 12 Novembre del 1943. Lo scorso anno vennero ricordati grazie al Violino della Shoah che tornò a suonare in città, dopo essere stato ritrovato dal collezionista Carlo Alberto Carutti. Si trattava dello strumento appartenuto a Eva Levy, suonato durante la sua prigionia ad Auschwitz. Lei morì poco prima di essere liberata, mentre il fratello Enzo recuperò il violino per poi venderlo al ritorno della guerra.

Oggi, un anno dopo la scoperta e ricostruzione della loro storia, in occasione della giornata della memoria 2017, a Tradate il 19 Gennaio verranno posizionate in Villa Truffini le “Pietre D’Inciampo”. Faranno parte del tessuto urbano i primi tre “sampietrini della memoria’’ le così dette pietre d’inciampo che l’artista tedesco Gunter Demnig installerà, a Tradate, il 19 gennaio prossimo alla presenza degli alunni delle Scuole di Tradate. Faranno così parte del così detto museo diffuso della memoria, che ricorda le vittime delle deportazioni, ebrei ed oppositori politici, che non sono più tornati dai campi di concentramento, quelle che verranno posate in Villa Truffini a memoria di Enzo Levy, Egle Segre Levy e Eva Maria Levy arrestati il 12 Novembre del 1943.

Le “pietre d’inciampo”, Stolpersteine, progetto europeo che finora ha installato più di 56 mila piccoli blocchi di pietra coperti da una piastra in ottone in vari paesi europei sono, l’ambizioso progetto di memoria attiva messo a punto da tredici Associazioni  (da Aned, Anpi e Comunità ebraica per citarne solo alcune).

«Tradate renderà omaggio alla memoria dei tre suoi concittadini installando “le pietre” sotto l’abitazione ex Truffini nella quale non sono più tornati – spiegano dall’amministrazione comunale -. Ricordando il tragico destino di persone in carne ed ossa, non “pezzi”, “stück”, non numeri. Cittadini perseguitati semplicemente perché ebrei o perché contrari al regime fascista. Le pietre d’inciampo”, una volta installate, diventano parte integrante del tessuto urbano, della sua toponomastica. Una mappa urbana dove passato e presente, individuo e collettività,  memoria privata e memoria pubblica , si intrecciano. Chiunque inciampi oggi in un sampietrino non può non soffermarsi, riflettere e interrogarsi su ciò che è stato attivando un vero e proprio viaggio nella storia».

Soddisfazione del Sindaco Laura Cavalotti per la grande adesione dell’iniziativa da parte degli Istituti di Tradate di ogni ordine e grado, che saranno presenti la mattina di giovedì 19 Gennaio alla posa delle tre pietre d’inciampo da parte dell’ideatore del progetto a livello mondiale Gunter Demnig. «In un’epoca, che con troppa facilità tende a rimuovere il fardello di una memoria che annichilisce e scuote le coscienze, onorare il ricordo di coloro che hanno subito la tragedia immane dell’Olocausto – spiega il primo cittadino -, significa riconoscere che quello stesso dolore del passato, per quanto gravoso sulle nostre spalle, può essere allo stesso tempo maestro nel preservarci dagli atroci crimini contro l’umanità già commessi.
Un Paese che non è custode della propria storia, anche nei suoi risvolti più duri e difficili da ripercorrere, non può avere futuro. Ed è con questa consapevolezza che con questa importante iniziativa oggi tributiamo il nostro omaggio commosso a tutte le vittime – furono 44 mila solo i deportati italiani – della follia, violenta e priva di qualsiasi giustificazione, del nazifascismo».

di manuel.sgarella@varesenews.it
Pubblicato il 11 gennaio 2017
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