Una mostra fotografica “per non dimenticare Amatrice”

Il fotografo Giuseppe Bartolaccini, scortato dai vigili del fuoco, si è avventurato nella città segnata dalle scosse avvenute nei mesi scorsi: gli scatti in mostra al Sestante

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Dolore e speranza di una comunità, in una mostra fotografica al Sestante di Gallarate: il progetto “Per non dimenticare” è firmato dal fotografo Giuseppe Bartolaccini, con una serie di scatti che raccontano le distruzioni di Amatrice, colpita dal sisma dello scorso agosto e dalle scosse nei mesi successivi, che hanno segnato le case, i luoghi della vita, le opere d’arte.

La mostra – allestita nella sede del Sestante in via san Giovanni Bosco 18 – sarà inaugurata venerdì 3 febbraio alle 21. Sarà poi visitabile sabato 4 dalle 16.30 alle 19 e domenica 10 dalle 10 alle 12 e dalle 16.30 alle 19.

«Questa mia esposizione fotografica – spiega Giuseppe Bartolaccini – non vuole essere una semplice mostra ma un vero e proprio ‘cammino’ lungo le strade di Amatrice, spazzate via dalla violentissima scossa di terremoto che ha colpito il Centro Italia lo scorso agosto. Vie che un tempo erano luoghi d’incontro, di attività, di risate si sono trasformate in pochi attimi in un groviglio di lamiere, calcinacci, tavole di legno, cavi elettrici, brandelli di mobili, vestiti, stoviglie. Le pareti delle case, prima rifugio sicuro, hanno smesso di proteggere i ricordi per custodire corpi senza vita. In questo mio viaggio, accompagnato da un vigile del fuoco, ho cercato di cogliere la fragilità della terra e quella quotidianità che in pochi, terribili secondi, si è sbriciolata portando via per sempre storie di normalità.
Camminando tra le macerie sentivo ancora vivo il dolore delle persone che in quel sisma hanno perso tutto ma mai la voglia di ricominciare, di ricostruire la loro esistenza. Ho incrociato occhi stanchi, ho sentito voci avvilite e mentre cercavo di catturare questa realtà ho provato un senso di smarrimento ma ho un profondo rispetto per il mestiere del fotografo ed ho cercato e cercherò sempre di praticarlo con onestà. Ogni scatto – conclude Bartolaccini – è una ferita che rimarrà impressa non solo nell’immagine ma anche nei miei ricordi futuri».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 30 gennaio 2017
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