Utilizzavano aerei senza averli “dichiarati” alle autorità svizzere

Nei guai per "frode doganale" una società che avrebbe utilizzato quattro velivoli acquistati all'estero per trasporti nazionali e internazionali senza averne le autorizzazioni

Lavena Ponte Tresa Dogana
Lavena Ponte Tresa Dogana

Utilizzavano aerei in maniera impropria, senza prima averli dichiarati all’erario svizzero. È quanto è stato accertato dalla Polizia Doganale svizzera nei confronti di una società di aerotrasporto di Lugano. 

«L’antifrode doganale, nell’ambito di un’inchiesta penale doganale – spiegano dalla Polizia Doganale -, ha appurato l’impiego a torto di 4 velivoli immatricolati all’estero da parte di una società del luganese. Su segnalazione da parte degli uffici doganali di Samedan e del Vedeggio circa dei presunti trasporti interni vietati (cabotaggio), effettuati con aeromobili immatricolati all’estero, l’antifrode doganale di Lugano ha avviato un’inchiesta penale doganale a carico di una società del luganese».

La perquisizione, l’analisi dei documenti cartacei e informatici sequestrati, nonché gli interrogatori delle persone coinvolte, «hanno permesso di accertare che la ditta implicata ha impiegato a torto 2 velivoli immatricolati all’estero per effettuare almeno 24 trasporti interni vietati» confermano dalla Polizia.

«La società ha inoltre utilizzato ulteriori 2 velivoli, uno acquistato in leasing e l’altro noleggiato, per trasporti nazionali ed internazionali, senza annunciarli alle autorità doganali per il corretto trattamento doganale – concludono le accuse -. L’antifrode doganale ha proceduto allo sdoganamento a posteriori dei 4 velivoli il cui valore complessivo ammonta ad oltre 25 milioni di franchi. I tributi da recuperare (IVA e dazio) superano i 2 milioni di franchi. Per le infrazioni commesse a carico della società, è stato emanato un decreto d’accusa. La sanzione penale sarà decisa dalla Direzione generale delle dogane».

di manuel.sgarella@varesenews.it
Pubblicato il 12 gennaio 2017
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