Valcuvia e rifiuti: «Non guardate gli abbandoni, differenziata oltre il 70%»

In alcuni comuni della valle si segnalano sacchi abbandonati e inciviltà. «Ma sono episodi isolati perché il nuovo sistema con le TAG funziona»

Avarie

Ieri Cuveglio, oggi Casalzuigno: cittadini che non rispettano le regole per la raccolta differenziata e abbandonano – o espongono in maniera non conforme – i sacchi per strada.

Sono però mesi che il nuovo sistema di raccolta è stato introdotto in numerosi comuni della Comunità Montana Valli del Luinese, soprattutto della Valcuvia.

Beninteso: la differenziata era già un’abitudine consolidata e presente da anni. Ma da inizio primavera del 2016 si è cominciato con l’introduzione sperimentale delle “Tag” per il sacco viola. In pratica in una decina di comuni a ciascuna utenza è stato consegnato un contenitore con un codice a radiofrequenze che identifica l’utenza.
Il giorno stabilito per la raccolta, passa il furgone della raccolta dotato di una sorta di antenna in grado di leggere la presenza dei contenitori esposti, così da stabilire chi ha conferito, e quanto.

Ma allora come mai questi abbandoni di sacchi che contengono di tutto? 
«Anomalie», spiega l’assessore alla comunità Carlo Molinari, «Anomalie causate da maleducati che non devono farci distogliere l’attenzione dal dato complessivo che rappresenta un ottimo livello di raccolta differenziata».

«Si tratta di numeri molto confortanti, e mi riferisco a oltre il 70% di livello di differenziata in valle nei centri dove è attiva la sperimentazione – spiega Molinari – Siamo ad un livello che supera di almeno il 5% la media nazionale. Ripeto: alcune anomalie nei flussi possono registrarsi, ma nel complesso parliamo di valori che confermano il successo di questo cambiamento».

L’assessore fa sapere che nel corso del 2017 «altri comuni importanti erreranno a far parte di questo nuovo sistema di conferimento col riconoscimento dell’utenza con microchip: si tratta di Cittiglio e Luino».

A rivoluzionare le abitudini degli utenti è stata proprio la recente introduzione del microchip anche per altri comuni, come Cocquio Trevisago (che però non è in convenzione con Comunità Montana ma rientra nel “Sistema Sesto”) dove la lettura identificativa del sacco è affidata ad una sorta di adesivo che viene a trovarsi direttamente sui sacchi viola consegnati dal Comune alle singole utenze domestiche.

Nel sistema adottato dalla Valcuvia, invece, ad essere “letto” dalle radiofrequenze non è il sacco, bensì il contenitore (un box grigio con una capienza di una quarantina di litri).

Un particolare che ha fatto insorgere quesiti “tecnici” fra alcuni cittadini circa la precisione della lettura: se il camion che si occupa della raccolta passa più volte di fronte ad una casa, potrebbe accadere una lettura multipla se il contenitore non viene ritirato per tempo?

«No – esclude, concludendo, l’assessore Molinari – Il sistema annulla automaticamente tutte le letture ravvicinate dei contenitori».

di andrea.camurani@varesenews.it
Pubblicato il 17 gennaio 2017
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