Via i rifiuti, l’ex fornace torna a vivere

Un milione di euro dalla Regione Lombardia per bonificare l'area abbandonata da tempo. "Pianteremo nuovi alberi e salveremo quel che resta della vecchia fabbrica"

L'ex fornace torna a vivere

Dalle sterpaglie spunta la ciminiera, un po’ storta in cima ma ancora imponente, come doveva essere un tempo quando la fornace “Quaglia e Colombo” era attiva e dava lavoro a molti abitanti di Cazzago Brabbia.

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A lungo l’ex fornace è rimasta sepolta da alberi e rovi, abbandonata al suo destino dopo essere passata più volte di mano. In questi giorni sono arrivate le prime ruspe a rimuovere alberi e rami abbandonati e ad aprire la strada a chi invece dovrà fare il “lavoro più grosso”, ovvero riportare alla vita tutta l’area.
Un milione di euro, questa la cifra che la Regione Lombardia ha assegnato al comune di Cazzago per risanare la zona boschiva dell’ex fornace, 30 mila metri quadratadiacenti alla palude Brabbia. Una zona bellissima, da troppo tempo non solo trascurata ma “abusata”: quando la fabbrica che produceva laterizi chiuse, l’area fu trasformata lentamente in una discarica. Oggi cosa ci sia sotto i metri di terra nessuno lo sa, ma rifiuti abbandonati tutti attorno, bidoni, copertoni fanno pensare ad un vero scempio. Che non sarà facile lasciarsi alle spalle.

“Siamo ottimisti – dice oggi il sindaco di Cazzago Brabbia Emilio Magni – Con calma faremo rinascere la zona dell’ex fornace e sistemeremo anche quel che resta della fabbrica. Il merito non è nostro, non di questa amministrazione, è bene precisarlo: raccogliamo i frutti di chi prima di noi ha lavorato proponendo progetti interessanti per ottenere il finanziamento che è finalmente arrivato.
Il prossimo passo sarà quello di indire una gara d’appalto per individuare la ditta che dovrà occuparsi della bonifica, operazione non semplice”.

L'ex fornace torna a vivere

I passaggi di proprietà, dopo la chiusura della fornace, attiva dai primi del’900 per oltre cinquant’anni, hanno portato al declino ambientale del bosco e del lago da cui veniva “pescata” l’argilla per produrre mattoni. Dopo aver asportato la terra (oggi il lago è profondo circa 20 metri), anche il piccolo specchio lacustre è stato usato come discarica.

“Ripulire tutto non sarà semplice – spiega ancora Magni – e forse quel milione di euro non basterà per sistemare anche l’ex fornace che vogliamo in tutti i modi preservare. E’ un pezzo di storia di Cazzago Brabbia, le famiglie del paese devono molto a chi in quegli anni fece nascere e crescere quest’impresa”.

Ma che cosa sarà dell’area dell’ex fornace una volta risanata e bonificata? “Il progetto prevede che venga restituita alla gente. Il che significa che sarà un luogo aperto al pubblico. Si potrà passeggiare, magari dopo aver fatto una deviazione dalla ciclabile, visitare il laghetto, dare un’occhiata alla fabbrica. Un tempo avevamo anche valutato la possibilità di realizzare in questa zona la scuola unificata per Cazzago e Inarzo ma oggi sappiamo che il sottosuolo è troppo compromesso ed è meglio non costruire nulla”.

L’impresa che vincerà l’appalto porterà i rifiuti in una discarica autorizzata, poi verranno abbattute le piante ormai morte e collocati nuovi alberi.

“Contiamo in un anno o poco più di sistemare tutta l’area. E’ un impegno preso con i cittadini e con le passate amministrazioni: sapremo far fruttare bene il finanziamento regionale”

 

 

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Pubblicato il 11 gennaio 2017
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