Via il 30 all’ora: “Aumenterà l’insicurezza sulla strada”

La Giunta ha cominciato a togliere il limite nella zona del campo sportivo. La lista civica Tu@Saronno attacca: "Ora strada meno sicura per pedoni e ciclisti"

Trenta all'ora a Saronno
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Via il limite dei 30 Km/h che era stato imposto dalla Giunta guidata da Luciano Porro. Il nuovo sindaco, in carica di poco più di un anno e mezzo, e la sua Giunta hanno tolto il limite alle zone vicino allo stadio e del campo sportivo, di fatto in mezza città. Il provvedimento non piace per alla lista Tu@Saronno, che si trovava in maggioranza al tempo di Luciano Porro e che da sempre è una forte sostenitrice della mobilità dolce.

«Hanno iniziato da un quartiere fortemente residenziale e ricco di servizi: quello del campo sportivo – spiega Alessandro Galli -. Saranno felici gli abitanti di sapere che, adesso, auto e moto possono tranquillamente andare a 50 km/h davanti alla chiesa, alle scuole, agli impianti sportivi e in tantissime vie dove le persone vivono e si muovono spesso a piedi. Tanto per essere chiari, tutta la zona prospicente alla scuola elementare Pizzigoni e alla piscina, con relativo parcheggio, torna a 50 km/h (via Parini). Sempre a 50 km/h torna via Biffi, una via senza uscita che serve il campo sportivo e la palestra Dozio, sede quotidiana un po’ a tutte le ore di attività per studenti, anziani e disabili, oltre che dotata di un parco giochi per bambini. Davanti alla chiesa Regina Pacis e al relativo oratorio, adesso, si potrà andare a 50 km/h: una via dove ci sono stati in passato numerosi incidenti che hanno coinvolto giovani e anziani sulle strisce pedonali, che spesso ha avuto problemi d’illuminazione e che ha come unico dissuasore un dosso rallentatore, prima e dopo il quale non esiste più, adesso, secondo l’ordinanza, non ci sarà alcun limite ridotto».

«Aggiungiamo il fatto che tutte le altre vie tornate a 50 km/h sono strade residenziali con villette, palazzine, luoghi in cui le persone spesso si muovono a piedi o in bici e che convergono verso i luoghi d’interesse – aggiunge -. Il sindaco ha dichiarato che, non avendo in maggioranza competenze specifiche, avrebbe demandato tutto ai tecnici, ma il progetto approvato è molto lontano da quelle che sono le esigenze di mobilità e sicurezza di questo quartiere. Se il principio – come dichiarato dalla Lega anche recentemente per bocca del consigliere Angelo Veronesi – era quello di rimodulare le zone mantenendo il limite attorno ai luoghi sensibili, senz’altro qui non è stato minimamente rispettato. Gli abitanti di Saronno si facciano l’idea che ritengono più opportuna. Sia chiaro, però, che come dimostrano tutti gli studi svolti sul tema, la velocità è il primo fattore di rischio in caso d’incidente. Andando a 30 km/h anziché a 50 si salvano vite umane e si limitano i feriti gravi. È una questione di sicurezza indiscutibile, e i vantaggi portati dal limite più basso sono validi in tutto il mondo e in tutte le situazioni: inutile (e privo di qualsiasi fondamento scientifico) dire che a Saronno non serve o non si può fare. Semmai, avremmo dovuto pretendere anche in passato che le Zone 30 si applicassero in maniera stringente, ma così non è stato e una riflessione va fatta».

«Qui non si tratta di dividersi in automobilisti, ciclisti e pedoni – conclude Galli -: qui si tratta di fare un patto sociale tra i cittadini in nome della sicurezza di tutti, soprattutto dei più deboli che sono i più esposti, e d’invogliare le persone a muoversi in maniera non inquinante, garantendo strade sicure e percorsi protetti. Spesso gli automobilisti hanno a che fare con ciclisti indisciplinati, pedoni che attraversano senza guardare, bambini che si buttano in strada per inseguire un pallone e non sono responsabili in caso d’incidente, ma il punto non è assolutamente quello di voler dare la colpa a qualcuno. Il punto è che bisogna lavorare per evitare gli incidenti e mettere al primo posto la sicurezza dei saronnesi. Non solo quando si parla di spaccio in stazione, ma soprattutto quando si tratta dei pericoli che vengono dalla strada che, numeri alla mano, sono il primo fattore di rischio per gli abitanti della nostra città».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 16 gennaio 2017
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Commenti

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  1. Scritto da Felice

    Questo paese non cambierà mai.
    Se A fa una cosa dopo cinque anni arriva B che nemmeno con troppa convinzione nega tutto quello che ha fatto A.
    Evvai che si ricomincia ogni volta. Ma voi credete che ci sia una logica in tutto questo? Ma va! Basta distruggere tutto quello che pensa o fa l’avversario.