Cambio di vertici al Cfp, arriva Zauli

Un ritorno a casa per il dirigente che succede a Ornella Borrè. “Stiamo utilizzando la struttura a pieno regime”

Avarie
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Ama la vela, ma è il mare il suo vero campo di regata, il lago lo guarda da lontano, dalle finestre del Centro di Formazione Professionale di Luino dove è tornato nel dicembre scorso dopo altri incarichi amministrativi.

Silvano Zauli, sessant’anni, ravennate d’origine ma varesino d’adozione dal 1994, guida la struttura da qualche mese e succede a Ornella Borrè, precedente direttrice andata in pensione.
Ma per Zauli si tratta di un ritorno a casa: «Al Cfp di Luino ci lavorai dal 2002 al 2010 come vice direttore di Carlo Malcotti, poi sono stato trasferito al Centro per l’impiego, e son tornato qui nel 2016».
La struttura luinese fa parte dell’Agenzia formativa della Provincia di Varese e da anni è un po’ il fiore all’occhiello in termini di qualità dei servizi erogati, sebbene le dimensioni non siano quelle di un grande centro: siamo attorno ai 300 studenti.

E questa grandezza sembra ben rispondere alle aspettative, che qui trovano una soluzione “pratica” legata ad un percorso di studio e di formazione: «Non siamo un centro di serie “B” e abbiamo livelli di insegnamento ben superiori a qualunque altro corso professionale – spiega Zauli – . Qui vengono formati studenti con corsi di tre, e a volte quattro anni. E abbiamo delle specificità pressoché uniche, come la falegnameria».

L’offerta formativa è strutturata su quattro corsi e otto specializzazioni: cuochi e sala bar; meccanico ed elettricisti; parrucchiere ed estetiste; florovivaisti e falegnami.

Novità per il futuro? «Vedremo. Intanto l’obiettivo a breve è quello di consolidare un’attività ben strutturata e offrire la possibilità a chi esce da qui, dopo aver affrontato un buon percorso formativo, di trovare un rapido inserimento nel posto di lavoro».

La sfida è quella di cercare una collocazione rapida per questi giovani che hanno intrapreso un percorso successivo all’uscita dalle medie inferiori. Il collocamento, dice Zauli, «è apprezzabile». Certo «trova lavoro chi vale».

Una regola che valeva forse anche un tempo quando una delle aspirazioni di molti giovani era trovare un’occupazione nella vicina Svizzera. Un banco di prova la cui regola è il merito e la capacità.

In molti andavano, racconta il dirigente, soprattutto per quelle professioni, come l’estetista o la parrucchiera dove esisteva una certa domanda.

Ora, vuoi per la crisi, vuoi per la strada intrapresa dalle istituzioni svizzere, la cosa si è fatta meno frequente, ma tant’è: seguire le indicazioni dei prof, molto preparati, e studiare con impegno costituisce ancora un lasciapassare nel mondo del lavoro anche in momenti difficili.

di andrea.camurani@varesenews.it
Pubblicato il 17 febbraio 2017
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