Con la parcella dell’avvocato si finanziano le piccole imprese

La cassa forense, ente previdenziale degli avvocati, può contare su un patrimonio di dieci miliardi di euro e un avanzo positivo di 740 milioni di euro. Tra i suoi investimenti ci sono fondi di private equity, venture capital e minibond.

Liuc generico

Ogni volta che si paga la parcella all’avvocato si dà anche un aiuto alle imprese italiane. Una percentuale di quell’importo infatti è destinata alla cassa forense, l’ente di previdenza degli avvocati, che a sua volta investe i soldi che avanzano, dopo il pagamento delle pensioni, in fondi e strumenti che aiutano le piccole imprese a crescere nel mercato globalizzato. Si tratta di molti soldi perché la cassa puo’ contare su un avanzo di 740 milioni di euro, su un totale di un miliardo e mezzo di euro di contributi versati. Un tesoro che la posiziona al secondo posto tra le casse private più ricche d’Italia, preceduta solo da quella dei «paperoni» commercialisti.

UN PATRIMONIO DI DIECI MILIARDI DI EURO
Le cose per le 240mila toghe italiane, nonostante l’affollamento, vanno bene. Tendenza confermata dalla crescita del pil dell’avvocatura nel 2016 che fa segnare un + 2%. «La cassa forense è ricca, accerchiata e ambita» ha detto Sergio Martelli, presidente dell’ordine degli avvocati di Varese, durante un convegno alla Liuc dedicato al rapporto tra professione legale e pmi.  L’accerchiamento non sorprende, perché l’ente previdenziale può contare su una ricchezza patrimoniale che il suo presidente, Nunzio Luciano, quantifica in dieci miliardi di euro, di cui il 58% investito in Italia in azioni corporate, partecipazioni, investimenti alternativi e titoli di stato.

Il pallino del presidente Luciano sono però i piccoli imprenditori che rappresentano la massa dei clienti degli avvocati. Cassa forense investe 300 milioni di euro nel private equity, di cui il 60% in Italia, 18 milioni nel venture capital (capitali  di rischio per le startup), soprattutto nel setttore biomedicale, a cui vanno aggiunti 4 minibond (obbligazioni) per un totale di 75 milioni di euro. «I nostri investimenti – spiega Nunzio Luciano – riguardano 70 società gestite che a loro volta generano reddito e oltre 1.500 posti di lavoro.  Ecco in che modo un fondo pensione puo’ aiutare il proprio paese».

UN ENTE AL PASSO COI TEMPI DELLA FINANZA
Gli investimenti dell’ente previdenziale degli avvocati nell’economia reale sono in linea con i tempi perché gli stessi economisti parlano di un mercato finanziario profondamente cambiato. Fino a pochi anni fa, le pmi per finanziare il proprio business potevano contare solo sui loro mezzi, quando c’erano, e sulle banche. «In Italia sta accadendo quello che è già accaduto in molta parte d’Europa – spiega Anna Gervasoni, docente di finanza alla Liuc – cioè si affermano nuove forme di finanziamento come private debt (minibond, ndr), private equity e venture capital. Questa nuova realtà è formata da fondi, nuovi intermediari e dagli studi legali che li assistono».

La professoressa Gervasoni, oltre a insegnare alla Liuc di Castellanza, è direttore di Aifi (Associazione italiana dei fondi di private equity, venture capital e private debt) che rappresenta 110 associati, tra operatori taliani e internazionali, e alla quale aderiscono ben 42 studi legali. «Se questi studi pagano la quota associativa – spiega la docente – è perché ci vedono un’opportunità di business. A differenza della banca che ti fa firmare un modulo standardizzato e tu devi sperare che tutto vada bene, quando un’impresa deve fare un’operazione di finanza straordinaria chiede all’avvocato di fiducia tante cose e il legale deve fare all’imprenditore un contratto su misura a seconda dell’operazione. Per gli avvocati, oltre che molto stimolante, è un mercato dall’enorme potenziale lavorativo».

di michele.mancino@varesenews.it
Pubblicato il 17 febbraio 2017
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