La sfida tra giovani filosofi armati di “pensiero critico”

Sono stati 132 gli studenti che si sono sfidati nella sede dell'Insubria per la XXV edizione delle Olimpiadi di filosofia. Una passione per il pensiero critico che andrebbe coltivata con maggior impegno

olimpiadi di filosofia

I “giochi” olimpici della filosofia sono approdati a Varese. Per la prima volta si è tenuta a Bizzozero presso il campus universitario dell’Insubria, la selezione regionale delle Olimpiadi di filosofia, giunte alla XXV edizione. L’iniziativa, organizzata dalla Società Filosofica Italiana  d’intesa con il Miur, ha visto sfidarsi 132 studenti provenienti da una trentina di licei lombardi.

I ragazzi hanno avuto quattro ore per cimentarsi in un tema filosofico scelto tra una rosa di quattro titoli. Hanno così messo in luce le capacità argomentative e critiche personali, utilizzando le conoscenze teoriche per costruire percorsi autonomi di pensiero.

«La passione per questa materia è cresciuta anche grazie alle modalità di lezione dell’insegnante – spiega con entusiasmo un gruppo di studenti del liceo Classico e Linguistico “Primo Levi” di San Donato Milanese che al termine della lezione tradizionale dedica una ventina di minuti al dibattito critico in classe – Così il valore aggiunto dello studio della filosofia sta nello sviluppo del pensiero logico, nella migliore comprensione della realtà che ci circonda. Un grande arricchimento soprattutto personale».

Metà dei candidati ha svolto il compito in una lingua straniera, a scelta tra inglese, francese, spagnolo e tedesco. «Ho sempre amato la filosofia – spiega Piper del liceo classico Majorana di Desio – ma essendo americana mi riesce più naturale scrivere in inglese. Così sono stata felicissima di avere questa possibilità!».

Tra i suoi filosofi preferiti Pascal e Sant’Agostino. In cima alla hit dei pensatori più gettonati restano Galileo e Socrate.

«Non fermarsi mai alle apparenze, cercare sempre il perchè autentico delle cose – aggiunge un compagno – questo è il più grande insegnamento di Socrate ed è il motivo per cui la filosofia non è mai finita, è attuale ancora oggi e lo sarà domani».

Nell’era digitale questi studenti pensano che il pensiero dominante del fast, del tutto masticato e digerito in un click, funzioni solo  fino ad un certo punto. Importantissimo insomma per i liceali lombardi,  che si sono sfidati nel padiglione Seppilli dell’Insubria, resta ancora oggi allenare il pensiero logico e critico.

«Il paradosso è che diminuiscono le ore di filosofia nelle scuole – sottolinea Fabio Minazzi, ordinario di Filosofia della Scienza  dell’Università degli Studi dell’Insubria e presidente della commissione che analizzerà gli elaborati mentre si dovrebbero incrementare – La filosofia sta alla base di quel “diritto di cittadinanza”  che non si può togliere e deve anzi essere allargato per non restare prerogativa dell’elite».

Considerazioni che derivano anche del progetto didattico Giovani Pensatori, portato avanti dall’Insubria in collaborazione con il mondo della scuola, che rappresenta un osservatorio privilegiato sul nostro territorio.« Le classi più “filosofiche” si dimostrano quelle elementari. Acquisire la capacità di saper pensare fin da piccoli è l’obiettivo di una moderna società civile che sappia affrontare consapevolmente i suoi problemi -aggiunge Minazzi – tanto che questa disciplina oggi dovrebbe essere presente in tutte le facoltà. Da Galileo ad Einstein, passando per Newton, infatti, filosofia e scienza sono cresciute sempre insieme, completandosi. Oggi, per esempio, lo scienziato con il quale la gente comune ha a che fare più spesso è il medico. Pensiamo ad un oncologo, al suo delicato rapporto con il paziente e a quanto questo sia affidato all’improvvisazione perché privo di una vera e propria formazione comunicativa».

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Pubblicato il 13 febbraio 2017
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