Petraroli (M5s): “Ecco come funziona il reddito di cittadinanza”

Secondo il parlamentare grillino si tratta di un sistema che va contro chi non ha voglia di lavorare

cosimo petraroli movimento 5 stelle parlamentarie

Riceviamo e pubblichiamo la nota a firma del deputato del Movimento 5 Stelle Cosimo Petraroli

E’ vero! In Italia ci sono molte persone che non hanno nessuna voglia di lavorare!

Tanti ragazzi preferiscono bivaccare tra gli agi di famiglie benestanti!

Senza la minima preoccupazione di imparare un mestiere, di migliorarsi, di rendersi indipendenti e utili al paese.

Per molti anni ho svolto il secondo lavoro, la mattina in ufficio e di notte tra i bar di varie discoteche del varesotto, una vita che conduco da quando avevo 25 anni, mai un giorno da disoccupato.
Ho ricoperto uno spettro di mestieri e professioni che faccio fatica a ricordare, dal cameriere al muratore, dal progettista elettrico a quello meccanico, dal contadino al falegname.

Quante volte tra amici e conoscenti ho visto rifiutare un impiego perché troppo faticoso, perché troppo sporco, perché di notte o semplicemente perché si aveva altro da fare.

Un atteggiamento che a me, francamente non è mai piaciuto.

Anche e soprattutto per queste ragioni sono sempre più convinto che l’Italia necessiti quanto prima di cambiare il welfare istituendo il reddito di cittadinanza e la contestuale abolizione definitiva di tutte le altre forme di ammortizzatori sociali

Sapete perché?

Con il reddito di cittadinanza se perdi un lavoro non si resta a bivaccare per mesi o anni in attesa che termini la mobilità o la cassa integrazione per poi (forse) cercare un’altro impiego, con totale spregio di coloro che un lavoro non l’hanno mai avuto e vivono sotto la soglia di povertà. Come accade oggi e come i sindacati vogliono.

Vuoi percepire il reddito di cittadinanza?
Solo se ti dai da fare spendi 2 ore al giorno per lavori socialmente utili e 4 ore per l’aggiornamento professionale!

Con tale sistema impari un nuovo mestiere che servirà al reinserimento lavorativo.

Dopo il percorso formativo lo stato diventa il tuo ufficio di collocamento e in base alle nuove capacità professionali propone tre soluzioni lavorative, se rifiutate fanno cadere il diritto al reddito.

Hai capito bene! se rifiuti il lavoro che lo stato di propone perché non ti piace (o perché non hai voglia di lavorare) decade il diritto a recepire il sussidio!

Un sistema semplice e presente in tutta Europa tranne che in Italia
Un modo di concepire il welfare che coinvolge anche e soprattutto coloro che non hanno mai avuto un lavoro.

Anche un bambino capirebbe che la nostra proposta di legge è pensata affinché fannulloni e figli di papà siano costretti a dedicare 6 ore al giorno alla collettività per poter ricevere il reddito.

Difficilmente chi si dichiara povero ma con il ferrari in garage sarebbe disposto a lavare i piatti in qualche ONLUS o accompagnare non vedenti e malati di Alzheimer per 780 euro mensili

Una legge meravigliosa pensata SOLO per coloro che realmente hanno bisogno di lavorare. In barba a tutti i luoghi comuni che molti cittadini lombardi pensano

Gli immigrati possono recepire il reddito?
L’Italia dal dopoguerra in poi ha firmato vari accordi internazionali e adottato misure per tutelare i diritti umani in ogni parte del mondo, quindi tutti i cittadini regolarmente presenti nel nostro territorio sono soggetti alle medesime leggi, ai medesimi diritti e doveri.
Chi dice il contrario mente sapendo di mentire.

Ne parleremo Venerdì 17 febbraio (ore 19) a Varese in Piazza del Podestà in compagnia di Alessandro Di Battista e Dino Alberti 

Cosimo Petraroli

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 16 febbraio 2017
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